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Dopo aver aspettato un bel po’ (è stato distribuito in Italia solo qualche mese dopo la pubblicazione), finalmente riesco a mettere le mani su “Volcano”, disco che segna il ritorno sulle scene della cantautrice statunitense Edie Brickell dopo dieci anni passati a godersi le gioie della famiglia (ha avuto un bambino da suo marito Paul Simon). Personalmente ero piuttosto curioso di vedere come si sarebbero amalgamate due personalità musicali piuttosto differenti come la Brickell e Charlie Sexton, chitarrista che seguo con interesse dai suoi tempi con Bowie fino a quelli più recenti con Dylan, passando per i dimenticati Arc Angels, presente in questa sede in veste di musicista e produttore. I frutti della collaborazione sono senz’altro di quelli poco prevedibili, visto che il folk rock di Edie viene oggi riletto con un approccio molto pacato che non disdegna interessanti influenze jazzate. Non stupisce dunque se il tutto talvolta presenta affinità con quanto proposto ultimamente da Norah Jones, se “I’d Be Surprised” nella strofa rimanda ai primi Everything But The Girl o se il singolo “Rush Around” può sembrare un’outtake di “Excerpts from A Love Circus” di Lisa Germano. La prima metà del disco fa davvero ben sperare, ed è in effetti un peccato constatare che dopo circa mezz’ora l’album inizi ad indugiare su sé stesso, perseverando sempre sulle medesime soluzioni ed offrendo qualche evitabile riempitivo. Fortunatamente la coppia Brickell/Sexton riesce a sopperire a questi difetti con una sostanziosa quantità di mestiere, che rende il tutto quantomeno scorrevole. Siamo ben oltre la sufficienza, ma, dopo aver appurato che con un po’ d’impegno in più sarebbe sicuramente stato possibile fare meglio, un po’ di rammarico resta.
Tony Aramini
Voto:
7
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