BRUTUS "slachtbeest" (Unique Leader/Buio Omega/Necrotorture Promotion)

VOTO: 7+

Non sono il più grande sostenitore del Brutal Death Metal di questi ultimi anni. Il motivo è presto detto: ascoltare a metà degli anni ’90 pezzi come “Staring Through The Eyes Of The Dead” era abbastanza per evocare smembramenti, seghe elettriche in mano a psicopatici, mostri di ogni genere che rosicchiavano le viscere a cadaveri mutilati, vermi che ti divoravano dall’interno fino ad aprirti lo stomaco, insomma, alle più inquietanti immagini allora concepibili da mente umana (all’epoca né “Grande Fratello”, né “La Fattoria” erano stati ancora inventati). Anche quando l’immaginario non era esplicitamente gore, l’energia che si sprigionava dai solchi di quei CD era comunque annichilente e poteva rianimare un morto. L’immagine che invece mi evoca l’ascoltare della maggior parte dei dischi Brutal odierni (tra cui i pluri-osannati Decrepit Birth, gruppo che a mio parere deve darsi una rinfrescata alle idee piuttosto che aggredire la batteria a mano armata e cercare di superare i limiti di velocità) è di tutt’altro tipo: se mi metto le cuffie, premo play e chiudo gli occhi, arriva con estrema veemenza nella mente l’immagine di quattro ragazzi in sala prove, uno con un berretto da rapper rovesciato dietro alla batteria, (questo non so spiegarmelo, ma tant’è) che giocano a fare i Suffocation. E l’energia che trasmette è di conseguenza soltanto una frazione di quella che ai “bei tempi” ti arrivava addosso. Sarà che l’età ormai avanza inesorabile, ma piuttosto che evocare scenari disturbanti molti album brutal recenti mi hanno comunicato soltanto sonori sbadigli. Il che è la cosa peggiore che possa capitare: una volta un disco di questo genere comunicava anche ai suoi detrattori una certa forma di rispetto, mentre oggi, semplicemente, può anche risultare soltanto noioso, anacronistico e ridicolo. Bene, nonostante tutto, anche questa volta generalizzare sarebbe un peccato mortale, perché qualche lavoro è comunque meritevole di attenzione, come questo “Slachtbeest”. Non dico certo che i Brutus sono i Cannibal Corpse del 2004 (anche perché Corpsegrinder e compagni esistono ancora e sono in forma smagliante) però il loro brutal è piuttosto coinvolgente ed è in grado di garantire in mezz’ora una buona parte (anche se indubbiamente non tutta) dell’energia che i grandi dischi del genere emanavano, soprattutto in virtù di un buon equilibrio tra ferocia e dinamicità. Non v’aspettate niente di nuovo (solita voce tra Chris Barnes e Broken Hope, solita ottima tecnica, solite citazioni esplicite a Suffocation, Cannibal Corpse e compagnia, solita mano di vernice per aggiornarli di una decina d’anni senza lavorare troppo…) ma quello che c’è non delude, anche perché i suoni sono bilanciati bene : i Brutus hanno capito, a differenza di qualcun altro, che se si usano più strumenti, tanto vale mixarli in modo che si ascoltino e magari si distinguano anche. Nulla di nuovo sotto il sole, ma questi ragazzi si meritano comunque un plauso.

Reje

TRACKLIST

Ontrouw

Darmschurft

Onan

Vleespomp

Liifstraf

Wrevel

Doodsvrees

Grafzerk

Bloedspoor

Slachtbeest

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www.necroagency.com