BULLET FOR MY VALENTINE

"The Poison"

(Visible Noise/Sony)

2005

1. Intro
2. Her Voice Resides
3. 4 Words (to choke upon)
4. Tears Don't Fall
5. Suffocating Under The Words Of Sorrow (What Can I Do)
6. Hit The Floor
7. All These Things I Hate (Revolve Around Me)
8. Room 409
9. The Poison
10. 10 Years Today
11. Cries In Vain
12. Spit You Out
13. The End

Se avessero esordito 7-8 anni fa i metallari non li avrebbero ascoltati perché il nu-metal è spazzatura commerciale da poser; nel 2005 con un po' di grasso li fanno entrare nel metal-core (?!) e benvenuti nel mondo del metallo. Gallesi, i Bullet debuttano con il presente "The Poison". Mi piacciono perché sono giovani, ruffiani e molto furbi. Stanno plagiando Maiden e Metallica ma son consci del fatto che oggi non andrebbero da nessuna parte e allora scatta l'operazione 'successo ad ogni costo': catenelle stupidine penzolano dai jeans (larghi), capelli lunghi ma pettinati da una parte (fa tanto studente teppista di college americano), trucco nero attorno agli occhi (così dal vivo scende sul viso per via del sudore e le sbarbe si bagnano) e sulle unghie, testi sull'insostenibile leggerezza dell'essere sopra ad una sbarba che ansima, adolescenza tormentata dai brutti voti a scuola e tanti, tantissimi coretti melodici. Ma danno un colpo al cerchio e uno alla botte: non si comportano da metallari, tendono a somigliare ai Simple Plan e compagnia mongola, però le loro canzoni sono metal al 100% (sono molto più estremi dei Linkin Park, tanto per nominarne uno) e si sente lontano un miglio che son diventati sordi a forza d'ascoltare 'motorbreath' a massimo volume. Hanno ancora i brufoli in volto e probabilmente alcuni di loro non avranno preso la patente, ed è anche per questo che per il futuro m'aspetto il 'discone' (tanto si sono sdoganati da soli, quindi all'orizzonte non dovrebbe esserci un 'cambio di rotta' forzato da qualche etichetta bramosa di danaro).


Shub Niggurath

Voto: 7.5

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