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Non conosco modo migliore per far capire esattamente cosa ne penso di questo
disco se non scrivendo che "è un disco del cazzo". Dato che tutti hanno
presente come sono fatti i dischi del cazzo, potrei smettere fin d'ora di
scrivere, a maggior ragione se si sta parlando dei Burst: uno dei pochi
gruppi metal, per il sottoscritto, ad aver detto qualcosa di estremamente
interessante negli ultimi anni (quindi necessiterebbero di un minimo di
'serietà', 'proffesionalità', bla bla bla). Però io non c'entro niente con
questa merda, mica è colpa mia, quindi: non so che farmene dei Burst che
allungano il brodo con interminabili e pallosissimi assoli lunari; non so
che farne di sterili sfoggi di tecnica; non so che farne di 'omaggi' ai
filmoni western; non so che farne di musicisti che ad ogni pruritino
aggiungono arpeggi, passaggi intrecciati, afflati melodici ed atmosfere
melliflue; come non so che farne delle canzoni che mi fanno venire in mente
papà che mentre mi imboccava mi diceva "la senti questa? è 'wish you were
here', senti quanto è magnifica...", perché dai Burst voglio altro. Questi
hanno buttato via gli anfibi e chiodo per i mocassini e camicia, capito?
Comunque sia, battutine sceme a parte, "Prey On Life" era un altro pianeta.
Se vogliono 'stupire' possono tranquillamente abbassare il prezzo di ogni
loro nuovo disco a 5€ ed io, stupito!, farò festa; altrimenti che si fottano
loro e le canzoni di merda spacciate per 'omaggi a chi non c'è più'. Non mi
stupirei affatto nel leggere una recensione da sega a quattro mani ad opera
dei metallini/e monghi che tediano usando termini tipo 'metallo pe(n)sante',
magari parlando di innovazione, post-prog-emo/lution-future-evo/lution.
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Voto:
2
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