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Gary Burton: il vibrafonista autodidatta che fece sposare il rock con il jazz e che lanciò chitarristi del calibro di Pat Metheny, John Scofield e Larry Coryell; in altre parole il jazzman il cui sentiero è costellato di collaborazioni brillanti quali, Steve Swallow, Ralph Towner, Chick Corea, Keith Jarrett, fino alla recente collaborazione con il pianista Makoto Ozone, suo allievo al Berklee, il cui frutto “Virtuosi” (2002 Concord) ripercorre senza bisogno di commenti momenti classici di Brahms, Rachmaninoff, Ravel, Gershwin, Scarlatti. Proprio della collaborazione con Ozone si riavvale Burton, assieme ad altri musicisti quali Julian Lage (chitarra, il gentleman in copertina), James Genus (basso) e Clarence Penn (batteria), per registrare questo Generations. Generazioni a confronto no: generazioni in comunione piuttosto. Sì, perchè Julian Lage è un altro piccolo genio che s’è preso la briga di allevare e, leggendo degli entusiasmi di Burton per il giovincello, sembra quasi che questo Generations, un abbraccio sonoro lungo tre generazioni (Lage ha 16 anni, Ozone 43 e Burton 61), sia nato come una concretizzazione dei progressi tecnici del chitarrista. Le esalazioni di affetto ed intesa paternità sono quasi tangibili, Lage ha dato il suo contributo per tre brani sprigionando quel tocco di esuberanza giovanile, autentico toccasana per la musica. In uno di essi, “Early”, ci sono gli insegnamenti del tango di Astor Piazzola, un punto di riferimento nello spirito musicale di Burton e Ozone; e se da un lato del capezzale il giovane Lage muove piccoli passi da gigante, dall’altro l’intesa Burton-Ozone si raffina e trova uno sbocciare in “Face To Face” come in “Héroes Sin Nombre” tra gli altri. Tributo a Oscar Peterson è la ripresa del brano “Wheatland”, seguito dal frizzante swing di “Test of Time” e dalle onomatopeiche melodie di “Syndrome”. Il progetto Gary Burton Generations Band, suo primo gruppo in sette anni, inaugura una terza fase della sua vita e carriera, un ritorno al “performing and recording” dopo aver sorpassato la fase “performing and education” e dopo aver chiuso definitivamente con il periodo Berklee College, prolungato oltre 30 anni. Della neonata Band fanno parte il protegé Julian Lage, il pianista ucraino Vadim Neselovskyi, il bassista Luques Curtis ed infine il batterista californiano James Williams, quartetto attualmente impegnato nella tournée (quasi esclusivamente americana) che si protrarrà fino alla fine di maggio del 2005, alternando esibizioni con la il già citato Makoto Ozone. Peccato non passi per di qua.
Tiziana Brombin
Voto:
7,5
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