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Veilroth (chitarra e basso), dopo esser stato mollato dagli Alghazanth e dai Funeris Nocturnum (consigliatissimi!), e non contento di suonare nei Behexen, ha pensato bene di rifarsi sotto con un'altra band: i Calvarium! In quest'ennesimo progetto, Veilroth tha trovato 2 fedeli compagni: Molestor Kadotus (voce) e Lord Sarcofagian (batteria), anch'egli scaricato dai truci Satanic Warmaster. Così, dopo continui scambi fra le line-up e nascite di gruppi più o meno bislacchi, i finlandesi Calvarium, da Tampere, arrivano al debutto a 3 anni dalla formazione. La Masterpiece, ad un bel po’ di mesi dalla sua uscita, distribuisce l'album per quanto concerne il Bel Paese. I Calvarium più che puntare sull'aggressività o sulla velocità, puntano sul 'gelo'; ci si accorge ben presto che il loro intento non è 'distruggere', bensì 'gelare'. Grazie alle vocals di M.K. (in alcuni casi veramente strazianti), grazie ad un discreto e centellinato uso dei synth (che danno quel tocco di sinfonia e di varietà alla proposta della band), oltre alle ovvie chitarre gelide e taglienti, la band riesce a raggiungere il massimo risultato con il minimo sforzo. Ovviamente un prodotto del genere non brilla certo per originalità, ma credo che questo a loro non interessi affatto. Se è vero come è vero che parlare di attitudine (...o adorazione per la "nera fiamma") è come minimo ridicolo per gruppi del genere, bisogna scrivere un'altra verità: il presente disco merita l'attenzione degli amanti (e collezionisti) del black metal. Se è vero che i Calvarium esistono perché in qualche band devi pur suonare se vuoi ottenere il sussidio, è anche vero che, a differenza di tante altre, la proposta del terzetto merita l'attenzione degli amanti (o collezionisti) del black metal.
Shub Niggurath
Voto:
7
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