CANDLEMASS

"Candlemass"

(Nuclear Blast)

2005

1. Enemy (Intro)
2. Black Dwarf
3. Seven Silver Keys
4. Assassin of the Light
5. Copernicus
6. The Man Who Fell From The Sky
7. Witches
8. Born In A Tank
9. Spellbreaker
10. The Day And The Night
11. Mars And Volcanoes [Digipak Bonus Track]

-"Dottore, Dottore, temo di non sentirmi molto bene..." -"Cosa le succede, si sieda e mi racconti tutto!" -"Temo di avere una forte crisi compositiva, unita all'impossibilità di riallacciare rapporti con vecchi elementi della band" -"Ah, beh, la cosa non è poi così grave...provi a prendere queste" -"Di cosa si tratta? Supposte con su inciso il logo del nucleare?!?!" -"Si, si, si tratta delle nuove Nuclearblastin HM supposte. Ne deve assumere una dopo essere andato in bagno, per un mese" -"Grazie mille...ma di cosa si tratta? Qual'è il principio attivo di questo medicinale?" -"Guardi, senza scendere nello specifico, il Nuclearblastin stimola la produttività e rende tutti più buoni e accondiscendenti...unica controindicazione, agisce in modo deleterio sulla personalità, appiattendo ogni originalità di pensiero e volontà di innovazione" -"Beh, se è lo scotto da pagare per tornare a calcare le platee europee assieme ai miei vecchi amici, scenderò a compromessi! Grazie tante, dottore!"
 
Questa è in sintesi la storia del nuovo disco dei Candlemass, raccontato in questo significativo episodio accaduto qualche mese fa nella vita di Leif Edling. Un disco che finalmente vede il ritorno sulle scene della Doom-band per eccellenza (o quasi), quella che ha fatto dello zolfo una fragranza per grandi ambienti e delle marce funebri celebri arie per ninne nanne, ma che, a quasi 20 anni dal suo esordio, deve cedere alle inevitabili piccole crisi compositive. Aiutati (leggi "sfruttati a dovere") dalla Nuclear Blast, i cinque scandinavi producono un disco spacca-culi, come mai avevano fatto prima d'ora...ma è solo apparenza! In realtà la malinconia è perduta per sempre e al suo posto ci ritroviamo 11 brani "cool". Ma il "cool" può andare d'accordo col "doom"? Secondo me no! Troppi mid-tempo (se non addirittura fast-tempo) a discapito delle atmosfere rarefatte, troppa potenza e pulizia a discapito del fruscio di fondo che, se isolato e ascoltato ad alto volume, rivelava in realtà le voci di persone decedute che tentavano, nei vecchi dischi dei Candlemass, di mettersi in contatto coi parenti ancora in vita. Basta, forse non sarò altro che un nostalgico, ma adesso vado ad ascoltare Nightfall, Epicus Doomicus Metallicus e pure Tales Of Creation, tiè!


Matthew Hopkins

Voto: 6,5

www.candlemass.net