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"Kill" è il nuovo ed atteso disco dei Cannibal Corpse, gruppo americano storia del death metal famoso perchè:
- Le canzoni sono tutte uguali. Anzi,
- Questa non è musica, è un'officina siderurgica (mio papà cit.).
- Parlano di morti e sangue: i bambini non possono ascoltarli. Senza dimenticare che
- Il cantante, Corpsegrinder, non sa cantare. Non piace la sua voce. Lui (g)rutta.
E che
- Era meglio Chris Barnes (il cantante dei primi quattro dischi).
Peccato poi, che ci si debba inchinare al disco dell'anno per questo genere. Nessuna novità, d'altra parte. Anzi, non capolavoro come "The Wretched Spawn", ma dimostrazione di qualità, roba che ne vorresti avere due all'anno di album così. E saresti pure contento di spenderci quindici euro. Ogni sei mesi. Con lo stesso bonus DVD dentro, anche. Che tanto questo tipo di dischi è quello che lo metti in macchina e passi in centro al sabato sera a fare il tamarro con gli amici seduti dietro che insultano la vasca e bevono la birra, allungando le corna dal finestrino. Oppure passare dai parcheggi del supermercato (sempre in macchina, stereo a volume da festival estivo) e ruttare nelle orecchie delle vecchine con le borse piene di cibi utili come lecitina di soia e riequilibratori della flora batterica intestinale, ovviamente con l'intento di far prender loro una paura tale da cadere e rompersi il femore. Così è più gore, ehehe!
Ed è proprio per queste ragioni che siamo sicuri che "Kill" assieme a "The Cult is Alive" siano gli unici album meritevoli di acquisto per il 2006, almeno per i primi sei mesi. Dico proprio che vale la pena comprarli, spenderci soldi, andare nel negozio, etc etc, ecco.
Non con le canzoni .mp3, dentro una cartella chiamata "Kill" o "The Cult is Alive".
Fossero tutti così, i dischi. E i gruppi.
Grella_13
Voto:
8,5
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