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CATHEDRAL "Garden Of Unearthly Delights" (Nuclear Blast) 2005 |
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1. Dearth AD |
A volte si tirano fuori quelle frasi fatte tipo "beh, la mamma è sempre la mamma...", poi tra capo e collo ti arriva Anna Maria Franzoni...Nel caso di Lee Dorrian invece le frasi fatte funzionano sempre alla grande. Lee non è il classico ragazzo di provincia che stupra e uccide due compagne di scuola per poi essere etichettato dai vicini di casa, durante le interviste televisive di rito, come "il tipico bravo ragazzo": "era sempre così tranquillo, taciturno...", "aiutava in casa, andava sempre a messa"... Lee Dorrian e i suoi Cathedral sono una vera sludge-doom band, senza se e senza ma. Possono sfornare dischi estremi alla Forest Of Equilibrium o colonne sonore per una danza macabra, alla "The Ethereal Mirror", ma sempre loro rimangono. Non ti deludono mai...però a volte ti sorprendono, e questo ti fa ancora più piacere! Non serve neanche un cambiamento di etichetta (dalla storica Erache, sotto la quale il rapporto si era concluso con l'antologico Serpent's Gold, alla Nuclear Blast) a stravolgere la situazione e magari a mortificarne le vena, come è accaduto nell'ultimo anno a parecchi loro illustri colleghi (Candlemass, Reverend Bizarre). Il nuovo capitolo Garden Of Unearthly Delights (prodotto da Warren Ryker (DOWN, CROWBAR)), ripropone Dorrian, Jennings e compagnia carichi di verve progressiva, pieni di spirito groove'n roll, un gruppo di persone affiatate, consapevoli del risultato che insieme vogliono ottenere, e che si capisce adorano suonare insieme. La potenza che strasborda dagli strumenti è ancora una volta devastante, ma le atmosfere rimangono cupe e sognanti...i Black Sabbath da tempo hanno trovato i loro discepoli. Se il disco scorre tra così piacevolmente, tra classici di hopkinsiana memoria e momenti più progressive, tra underground e intermezzi strumentali, il culmine si raggiunge con la suite di 27 minuti, la conclusiva "The Garden", vera e propria opera a se stante, una favola da ascoltare ad occhi chiusi e a mente sciolta.
Voto: 8- |
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Le Altre Opinioni Di Moonlight69 |
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| Indigeribile polpettone psych-heavy-rock ad uso e consumo di hippie bruciati appena usciti da San Patrignano. Una tristezza inaudita: al confronto l'aberrante "The VIIth Coming" è un capolavoro. | Voto: 2 |
Dragone Nervoso |
| Presente quando dicono "cresce"? Per questo disco rovesciate il concetto: carino al primo ascolto, passabile al secondo, noioso al terzo, e poi via a prender polvere. Il classico lavoro che apre gli occhi e ti convince che dopo "The Carnival Bizarre" i Cathedral sono finiti. Perfino il valido "Endtyme" a questo punto sembra un disco studiato a tavolino per arruffianarsi qualcuno. Strano che un cd di merda odori di mela verde. | Voto: 4,5 |
Reje |