|
Anticipato
dal singolo Nature Boy, il doppio album di Nick Cave & The Bad Seeds
esce dopo appena un anno di attesa dall’ultimo Nocturama. La voglia di
sperimentazione si è assopita già da un bel pezzo, ma la passione che
emana la sua voce, grezza come un filo di spago caduto per sbaglio in un
gomitolo di lana, quella no, non si è mai indebolita. Passando le dita
sulla stoffa della confezione si scivola sulla finestra di plastica che si
apre nel mezzo: dà su una pianta in fiore, tornata alla vita grazie alla
primavera ed al cielo turchino che la spalleggia. E’ l’antipasto
visivo che accompagna l’estrazione del primo disco, Abattoir Blues.
Girando la custodia sul retro si ha un’immagine generale analoga, ma
cambia la qualità del fiore nascente: più delicato forse, e più
madreperlaceo del precedente. Per presentare il secondo disco, The Lyre Of
Orpheus. La differenza di sonorità dei due dischi rimanda ad ambienti ed
a giochi di colori lontani eppure congruenti: più impertinente, sensuale, vicino alle esperienze di Murder Ballads è Abattoir
Blues, più nostalgico, trasparente, sazio, vicino a No More Shall We Part
e volto al passato è The Lyre Of Orpheus. Le melodie sono come sempre
essenziali: semplici e di facile memorizzazione. La classica
strumentazione di base è come di norma accompagnata da un pianoforte ora
timido ora castigatore, il percorso sonoro è in generale costante ed
adatto ad essere ascoltato specialmente in situazioni rilassanti. Alla
voce di Cave è da annoverare il supporto del London Community Gospel
Choir. Tra i pezzi di The Lyre Of Orpheus spiccano la briosa
Supernaturally e la grigia ballata Easy Money; tra quelli di Abattoir
Blues invece ricordiamo la festosa opening track Get Ready For Love, il già
singolo Nature Boy e Cannibal’s Hymn. Pare che a novembre uscirà un
secondo singolo, Breatheless. Le due parti del tutto sono l’ennesima,
instancabile conferma del talento di un artista del calibro di Nick Cave,
il musicante del villaggio seppellito da tutti i colori della natura,
quella vera, quella che non guarda in faccia a niente, ma che sa leggere
nel cuore delle persone. Un doppio album magari non indispensabile, ma
comunque una prova di immortale classe. Il 29 Novembre saranno in concerto
all’Alcatraz di Milano: non mancheremo.
Tiziana Brombin
|