NICK CAVE AND THE BAD SEEDS

"no more shall we part"

(Mute/Virgin)

2001

01. As I Sat Sadly By Her Side
02. And No More Shall We Part 
03. Hallelujah
04. Love Letter
05. Fifteen Feet Of Pure White Snow
06. God Is In The House
07. Oh My Lord
08. Sweetheart Come
09. The Sorrowful Wife
10. We Came Along This Road
11. Gates To The Garden
12. Darker With The Day

Nick Cave è un cantastorie, un Romantico com'era Wordsworth o Chateaubriand, un reduce. Nick Cave è uno che se, con la sua stonata, grezza e passionalissima voce ti canta "and no more shall we part, and no more will I say, dear heart", tu non gli ridi in faccia: gli credi, taci e lo ascolti. Come Saba andava dicendo che la rima fiore\amore è la più difficile del mondo, ché tutti son buoni a tirarla fuori ma in pochi sono in grado di non farla diventare vuota e banale, così questa musica fatta di parole e arrangiamenti che più semplici di così forse non si può è altrettanto difficile da proporre senza che risulti vuota e banale. Ma Nick Cave ci riesce. Non ti invita in nessun bel mondo o posto di merda che sia, semplicemente ti si presenta davanti, sotto e tutt'intorno una spiccata luce della ribalta, e senza false promesse né pretese, senza indugi ti dona tutto se stesso. E se sei disposto ad aprirti, allora è così dannatamente convincente che alla fine non badi a quanto può apparire monotono sentirsi ripetere certe sensazioni universali, come l'intimità di una passeggiata al chiaro di luna o quanto devastante può essere la nostalgia dell'amato: ti siedi accanto, e tacitamente lo ascolti. Che cosa pretendi non ti dica, uno che ha passato la vita a raccontare di paesi e di persone, di amori e di dolori, ed ogni vita si fa immortale, ce l'hai dipinta danti agli occhi mentre te la canta. Goffo, sordo, vecchio, a costo di diventare irrimediabilmente noioso, sta sicuro che se quel pianoforte si spaccasse in due, lui continuerebbe a suonarlo. E tu, se ancora hai bisogno di crederci, riusciresti a sentirlo.

Questo è No More Shall We Part, un disco certamente sottovalutato dalla maggior parte della critica per la vena a tratti melensa (come raramente ha sfoderato) e per il mood struggente e defatigante che alla lunga rischia di farsi altamente depressivo. Ma No More shall We Part è anche un capitolo fra i più intimi ed avvolgenti, che sa di solitudine e disperazione (Darker with the Day), di bisogno di nutrirsi di ricordi (As I Sat Sadly by her Side) e di bisogno di pace e silenzio, anche attraverso la religione (Hallelujah, God is in the House). Arrivato sul mercato nel 2001, tra un greatest hits e l'ottimo Nocturama, inizialmente ad accompagnarlo c'era un bonus disc con due brani audio e uno video, quando terminate le suddette copie gli Italiani si consolarono con un secondo libretto, riportante le traduzioni in italiano dei testi.  Forse per rendersi meglio conto del fatto che questo Nick Cave scrive non solo testi ma confessioni, non musica ma la sua, di musica, ignorando la certezza che non si tratta di certo di motivi simili. Il supporto dei Bad Seeds per una volta sa di "scorta" e non di collaborazione, e questo lo concretizza la povertà scenica di strumenti oltre alla voce e al pianoforte, messi volontariamente in secondo piano in favore della luce solista che domina a questo giro.

Un buon punto per avvicinarsi a questo artista e scoprire la moltitudine di nomi che egli riesce dare alla stessa cosa: ancora una volta, e senza troppi giri di parole, il bisogno di musica per comunicare, qualsiasi voce essa sia.

Tiziana Brombin

Voto: 7

www.nickcaveandthebadseeds.com