|
Nel pazzo mondo della musica elettronica capita a volte che un certo gruppo X venga acclamato ed esaltato come l’Alfiere del superamento atavico fra musica “mainstream” e musica “alta”, senza che sussista una vera motivazione. E’ stato il caso dei Chemical Brothers, che probabilmente non hanno mai avuto pretese di questo genere e ora lo dimostrano impudicamente dando alle stampe un disco piatto, scialbo, che non regge il confronto con la scena musicale contemporanea (e questo vorrà dire qualcosa…), e per certi versi nemmeno con il passato del duo. Di “ricerca” in Push the Button non ce n’è proprio, e non è certo questa la novità; piuttosto, a sorprendere è il fatto che manchino anche buoni singoloni acidi e ritmi claustrofobici da dancefloor infernale; sull’altro versante, invece, i brani festaioli paiono spompati e perdono sistematicamente il confronto con le parallele creazioni dei vari artigiani specializzati nel settore. Il materiale migliore comprende Believe (traccia sì bella potente ma, triste dirlo, più incisiva nelle mani impietose del radio edit che cestina qualche minuto davvero di troppo), Hold Tight London dai ritmi rilassati e suggestivi, poco altro. Innocuo il big beat di The Big Jump, Galvanize è un singolo discreto che entra in testa ma non morde. I flirt con il mondo tanto in voga (ahinoi) dell’hip-hop non produce che riempitivi di bassa lega, Come Inside ha qualcosa di dozzinale nel sound; insomma, se non è un disastro completo un disco dance/techno & c. che non riesce a tirare fuori che pochi minuti di forte impatto da dare in pasto al popolo delle discoteche (mediamente di ben basse pretese, ma questo è un altro discorso e voglio sperare che i due non abbiano voluto specularci sopra), poco ci manca.
Emanuele "Maraska"
Voto:
4+
|