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Quello che sto per recensire è uno dei pochi album usciti di recente che sono riusciti ad esaltarmi. Il true black metal ormai è una fiamma quasi spenta, ma ci sono pochi gruppi che ancora continuano a suonarlo e i Cirith Gorgor sono uno di questi. Il concept dell'album gira più o meno attorno alle solite tematiche sulla guerra, con una narrativa da non sottovalutare (con alcuni riferimenti al fantasy). Il gruppo ha anche delle influenze che strizzano un po’ l'occhio al metallo classico, e questo non fa che arricchire il il loro già ottimo lavoro, basta ascoltare pezzi come "Northern Spell Of Warcraft" o "A Twillight Serenade", dove i nostri mostrano tutta la loro bravura tecnica, oppure "Into A Nightly Silence", con un bellissimo intro alla BURZUM, per rendersi conto che il gruppo vale davvero. Anche se tutti i pezzi di quest’album sono meritevoli, menzione speciale va a "The Stormrules (The Art Of Megalomania)", davvero il mio pezzo preferito al momento. Grandi melodie di stampo medievaleggiante si intersecano con momenti più brutali ma mai cacofonici. La chiusura del disco spetta ad un maestoso e tecnicissimo pezzo acustico "Vision Of A Distant Past" (ad opera del bravissimo Marchosias), che conclude il lavoro in modo esemplare. In conclusione, posso dire che quelli che hanno sempre apprezzato Marduk e compagnia troveranno pane per i loro denti, per tutti gli altri invece…ascoltatelo lo stesso potrebbe anche piacervi (date uno sguardo al libretto interno che è veramente ben fatto). Insomma, tenete d'occhio questo gruppo, sono sicuro che non tarderà ad emergere. Voce al vetriolo, batteria velocissima, basso enorme, chitarre melodiche e brutali, insomma cosa desiderare di più?
Giovanni Umberto Sciortino
Voto:
7
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