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Escludendo l'omonimo Clinic del '97 (che univa su cd i tre precedenti EP), Winchester Cathedral è il terzo album effettivo del quartetto di Liverpool (meno famoso di quello per antonomasia, i cari scarafaggi) formato da Ade Blackburn per chitarra, tastiere e voce, Brian Campbell al basso e cori, Hartley come seconda chitarra, clarinetto e tastiere, e Carl Turney alla batteria. I percorsi sonori della discografia dei Clinic sono sempre stati piuttosto lineari (andando ad abbandonare i primi toni Garage per rivalutare strumenti come il clarinetto ed il piano elettrico), non tanto innovativi quanto invece caratterizzanti: si può dire che siano un gruppo a sé stante, non così fedele alle tendenze "alternative" del panorama britannico, anche se la paradossale delicatezza che traspare dalla minimizzazione dei suoni in pochi semplici accordi, grazie forse al tocco vivace degli strumentisti, emana un profumo di Inghilterra largamente riconoscibile. I prediletti di Thom Yorke e soci ci regalano con questo album melodie fredde, lunatiche, ruvide senza graffiare. L'album si apre con le pulsazioni del piano elettrico a mo' di un elettrocardiogramma in picchiata, affermando ormai l'identità del gruppo, per poi dare spazio alla piacevole "canzone manifesto dei Clinic per eccellenza", "Country Mile". Meno morbido ed intimo del precedente Walking With Thee, forse più vicino alle isterie del debut, Winchester Cathedral si destreggia tra elementi atmosferici come un occhio contemplatore che aleggia da campagna aperta in paesino, da campo di grano in parco giochi, con un ché di fiabesco, di cui la trascinante single-track "The Magician" si fa portavoce. Pochi i sentimentalismi che trovano spazio (come per esempio la dolce "Anne"); si predilige soprattutto l'atmosfera del viaggio, della pirotecnica, della scoperta di nuovi modi per guardare diversamente gli stessi oggetti che appartengono al passato. Autunnale.
habbo credito tk Tiziana Brombincameltoe girls
Voto:
6+brunette girls
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