THE CLOUD ROOM

"The Cloud Room"

(Gigantic)

2005

1. Hey Now Now
2. Waterfall
3. Blackout!
4. Devoured In Peace
5. Sunlight Song
6. Beautiful Mess
7. The Hunger
8. O My Love
9. Blue Jean
10. We Sleep In The Ocean

C'è un video degli Architecture in Helsinki in cui un gruppo di ragazzi in t-shirt rossa sull'orlo del rachitismo danza e balla in uno sconnesso girotondo, battendo le mani gaiamente e festeggiando un qualche cosa, e sono molto felici sulle note di quella canzone, "It's 5". L'atmosfera è quella giusta se li cambiamo di abbigliamento e li mettiamo in stile rocker idealmente per introdurre "Hey Now Now", opening track e singolo che fortunatamente non ha molto da anticipare sul resto di questo omonimo dei Cloud Room. Seguono ballate che si inquadrano bene nella scena dance-rock newyorkese dalla quale provengono e, strizzando l'occhio alla scuola Franz Ferdinand, conciliano cantati talvolta vicini allo stile David Byrne dei Talking Heads ("Blackout!") per una batteria sempre in 4/4 (tolte "Sunlight Song" e "Sunlight Reprise", i momenti "pausa" solo chitarra/voce). Esplosioni di energia vere e proprie non ce ne sono: la chitarra senza troppa distorsione non va oltre giri elementari più per accompagnamento che non per bisogno di farsi sentire, ed il compito di far entrare in testa le melodie è affidato soprattutto a brevi essenziali motivetti sul ritornello: tra le 10 sono è di più facile memorizzazione sicuramente la tripletta iniziale "Hey Now Now", "Blackout!" e "Waterfall" (in cui domina una chitarra molto Interpol), senza penalizzare "Beautiful Mess" e "Blue Jean". Insomma non possiamo campare in aria accuse di scarsità di potenzialità: la predilezione strumentale sa giocare le sue carte anche sulla tastiera che grazie alla voce di J. (J. cosa non è dato a sapersi) lascia la sensazione generale di un disco forse non indispensabile ma tutto sommato non disprezzabile, vuoi perchè è rimasto praticamente sconosciuto (almeno in Italia) ma soprattutto perchè nei modesti 32 minuti di durata non sembra macchiarsi della solita boria o arroganza che hanno molti esordienti e non del genere (Bloc Party e Kaiser Chiefs tanto per prendere due nomi a caso). Senza la pretesa di vendere a tutti i costi, "The Cloud Room" si lascia ascoltare con leggerezza e, perchè no, anche una punta di simpatia.


Tiziana Brombin

Voto: 6+

www.thecloudroom.com