CLUTCH

"From Beale Street To Oblivion"

(DRT Records)

2007

1. You Can't Stop Progress
2. Power Player
3. The Devil & Me
4. White's Ferry
5. Child Of The City
6. Electric Worry
7. One Eye Dollar
8. Rapture Of Riddley Walker
9. When Vegans Attack
10. Opossum Minister
11. Black Umbrella
12. Mr. Shiny Cadillackness

Solidità. E' questo il primo termine che mi sento di accostare alla band di Germantown, Maryland, che in oltre quindici anni di attività ha sfornato in media una release all'anno tra full-length, sette pollici, raccolte e registrazioni live. Perennemente in tour, il combo capitanato dal cantante e chitarrista Neil Fallon ha collaudato nel corso degli anni la propria formula basata su un sound in grado di miscelare in maniera assai creativa istanze differenti. Dalle derive hardcore-punk degli esordi all'hard rock largamente contaminato dal southern e dal blues che ne costituisce l'attuale marchio di fabbrica ,i Clutch hanno consolidato nell'arco della loro carriera un vasto seguito di affezionati, senza tuttavia mai ottenere grande visibilità e considerazione in un contesto "mainstream", a dispetto della loro infaticabile attività e della qualità della loro proposta (o forse anche in virtù di ciò?). Certo è che l'ultimo lavoro sfornato dalla band sembra possedere tutti i requisiti per diventare il disco della consacrazione. Concepito interamente "on the road" e prodotto da Joe Barresi (Kyuss, Tool, Melvins, Queens Of The Stone Age), "From Beale Street To Oblivion" prosegue sulla strada intrapresa dal precedente "Robot Hive/Exodus" targato 2005 nel coniugare riff corposi e ritmiche cariche di groove con derive sudiste, grazie anche al largo utilizzo dell'hammond. Il disco risulta tuttavia più immediato e diretto rispetto al suo predecessore,accantonandone gli aspetti più "sperimentali" e rivelandosi più vicino per la struttura dei pezzi e per le soluzioni melodiche adottate all'ottimo "Blast Tyrant" (2004).Davvero pochi sono i momenti di stanca in un lavoro che può contare su una successione incalzante di brani formidabili e dall' impatto garantito, a partire dai rimandi seventies dell'accattivante tripletta iniziale "You Can't Stop Progress"/"Power Player"/"The Devil & Me", passando per i crescendo della semi-ballad "White's Ferry", fino ad approdare al semplice ma efficace singolo "Electric Worry", fondato su una linea melodica irresistibile di istantanea presa. Segue una versione rimaneggiata di "One Eye Dollar", brano già presente in "Jam Room" del'99, mentre episodi come "Rapture Of Riddley Walker" e "When Vegans Attack" sono un ennesimo saggio della peculiarità della band nel cimentarsi in lyrics più o meno surreali connotate da una buona dose di ironia.
Ultimo capitolo di una parabola ascendente che non sembra volersi arrestare, "From Beale Street To Oblivion" è l'ennesima conferma del valore di una formazione che continua a svolgere la propria attività con una passione e una genuinità non comuni.
Consigliata infine a chi fosse interessato una visita al sito della band, davvero completo e ricco di informazioni utili.


666ally

Voto: 7/8

www.pro-rock.com