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Ai
tedeschi Cock And Ball Torture va dato essenzialmente un solo, grande
merito: avere un nome che mantiene esattamente ciò che promette. Sì,
perché “Egoleech” è una vera torture,
un disco che rompe per davvero le balls.
E pure il cock.
L’esordio “Opus(sy)vi” mostrava un gruppo porno-grind immerso fino
al collo in tutti i peggiori cliches musicali/iconografici del genere, ma
era tutto sommato un lavoro dignitoso, che riusciva pure a divertire (il
che non guasta in questo tipo di proposta). Tuttavia già col successivo
“Sadochismo” la musica ha iniziato a diversificarsi, alternando alle
tipiche sfuriate tutte blast beats e vocalist invasato numerosi passaggi
più lenti e cadenzati. Oggi “Egoleech” completa la virata, con la
band che abbandona in pratica qualunque velleità grind (e, seppure
parzialmente, il relativo immaginario da snuff movie), puntando su
tredici, dico tredici, mid tempos death metal che al più possono
rimandare ai momenti peggiori dei Six Feet Under. Se l’intenzione era
creare un disco pesante e monolitico non ci siamo proprio: i riffs sono
costruiti senza un minimo d’inventiva e, per quanto decentemente
suonati, finiscono solo con l’aumentare quel senso di piattezza generale
che si respira in tutti i dischi i cui brani tendono all’anonimato.
Inoltre le parti vocali sono praticamente quanto di peggio (e non certo in
senso buono) ci sia attualmente in ambito death metal, con un classico
growling che si alterna a veri e propri gargarismi (per non parlare dei
momenti in cui pare di sentire chiaramente catarro e mucose varie). Il
tutto non diverte per più di trenta secondi, purtroppo. Tirando le somme,
36 minuti di Cock
And Ball Torture, nel vero senso della parola.
Tony
Aramini
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