CONTROL

"Natural Selection"

(Eibon)

2004

1. Removal
2. Breaking The Will
3. Natural Selection
4. Destroying The Senses
5. The Beauty Of Disease
6. Hunting Ground
7. Contaminate
8. Disposal
9. Exterminate

L’ultima frontiera degli incubi a sfondo futuristico - tecnologici è qui. Se gruppi come gli Axis Of Perdition (che adoro, sia chiaro) cercano di deformare il futuro attraverso l’impatto caotico, i Control lo fanno attraverso l’atmosfera, ed alla fine hanno ragione loro. Chiariamo un punto prima ancora di iniziare : qui non c’è musica, neanche un po’. C’è qualcosa di più : emozione distillata attraverso rumore, scariche elettriche, indecifrabili suoni filtrati che sembrano voci di gente terrorizzata da una comunicazione radio lontanissima… noise e power electronics nella loro forma più corrosiva e spaventosa. Non mi stupisce affatto che la mente (ed unico protagonista) di questo progetto, un americano di nome Thomas Garrison, sia stato contattato per un tour in giappone, patria di nuove forme di rumorismo estremo. Immaginate di stare su un’astronave traballante ed in gran parte distrutta in cui suonano tutti gli allarmi e nella quale degli esseri come quelli della serie “Alien” stanno prendendo il sopravvento, ed avrete una mezza idea di quello che v’aspetta. E questa volta non sto dicendo che la “musica” dei Control vi proietterà nella mente quelle immagini, dico proprio che se voi foste lì, probabilmente sentireste quello che esce dalle tracce di questo disco. Se gente come Merzbow ed i Navicon Torture Technologies più abrasivi venissero riletti dal miglior Brian Lustmord e spostati nel 22esimo secolo, avremmo qualcosa che probabilmente approssimerebbe per difetto le atmosfere di questo “Natural Selection”. Ovviamente, c’è tanta gente là fuori che considererà questo album una presa per i fondelli. Anche perché, da buon americano, Thomas ha voluto esagerare. Dischi come quelli dei citati Navicon T.T. a volte permettono di rilassare la tensione fino ad arrivare addirittura a momenti ‘melodici’, mentre in “Natural Selection” non c’è niente di tutto questo : l’insistenza su un rumorismo ad alti volumi è costante e mai interrotta, al punto che potremmo considerare questo disco quasi come la versione Power Electronics di un disco di Masonna stile Ejaculation Generator. Ci sono attimi (per altro molto brevi) nei quali si cerca di riprendere fiato, ma non è possibile comunque rilassarsi perché si percepisce chiaramente che siamo nel bel mezzo della quiete prima dell’ennesima tempesta. Forse è questo punto a risultare croce e delizia dell’album, la sua incredibile costanza e monotonia stilistica può avere sia l’effetto di rendere l’album più opprimente fino a farvi urlare di paura, sia quello di rendere il disco eccessivamente monolitico per ascoltatori meno smaliziati o più facili alla noia. Vedete un po’ voi se vi sentite attratti da 50 minuti così, quello che posso dire io è che è passato davvero tantissimo tempo dall’ultima volta in cui ho ascoltato qualcosa di così spaventoso. Qualcosa vorrà pur dire.


Reje

Voto: 8,5

www.eibonrecords.com