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Con alle spalle un passato legato essenzialmente al death melodico, tornano a farsi sentire i Convergence, questa volta alle prese col fatidico passo del primo full lenght. Fa piacere constatare che per una volta non avere una casa discografica alle spalle non sia sinonimo di scarsa qualità: l’artwork di “Points Of View” è curato e decisamente bello a vedersi, così come si dimostrano all’altezza della situazione i suoni e la registrazione. Il riferimento musicale più vicino sono sicuramente i Korn (ed i loro epigoni Guano Apes), sebbene durante i momenti più tirati facciano inevitabilmente capolino analogie con gli ultimi In Flames o alcune reminiscenze dei loro trascorsi swedish (ricordiamo l’esordio “Colors Behind The Emotions”, risalente al 2001). Le influenze della band sono comunque parecchio composite, capita così che i mid-tempos e le parti più rallentate risentano di certo “Nu-Grunge” (termine che odio, ma è per intenderci) venuto alla ribalta ultimamente, anche in virtù della timbrica ‘calda’ del singer Alessandro Palladini. Su tutto spicca l’ottima preparazione tecnica del chitarrista Giacomo Mambriani, autore di tutti i 10 brani del disco, brani che poggiano però su un songwriting ancora discontinuo, che alterna momenti accattivanti ad altri meno incisivi. Probabilmente ciò è imputabile al fatto che i Convergence sono ancora al lavoro per plasmarsi un’identità stilistica: su “Points Of View” di carne al fuoco ce n’è parecchia, anzi, sicuramente troppa, ed è inevitabile che qualcosa finisca col risultare fuori posto. I momenti migliori (segnaliamo “Silent”, insolito pezzo Electro imparentato coi Soundisciples o i nostrani Narcolexia) inducono comunque a pensare che la strada imboccata sia quella che potrebbe condurli alla maturità, e la cosa non può che farci piacere. Attendiamo sviluppi.
Tony Aramini
Voto:
6
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