CRADLE OF FILTH

"Damnation And A Day"

(Sony)

2003

1. Bruise Upon The Silent Moon
2. The Promise Of Fever
3. Hurt And Virtue
4. An Enemy Led The Tempest
5. Damned In Any Language
6. Better To Reign
7. Serpent Tongue
8. Carrion
9. The Mordant Liquor Of Tears
10. Presents From The Poison Hearted
11. Doberman Pharaoli
12. Babalon A.D.
13. A Scarlet Witch Lit The Season
14. Mannequin
15. Thank God For The Suffering
16. The Smoke Of Her Burning
17. End Of Daze

Senz’altro uno dei ritorni più attesi di questo 2003 quello dei Cradle Of Filth. Il combo inglese si ripresenta al pubblico con un disco curatissimo fin nei minimi dettagli, frutto dell’ampio budget a loro disposizione conseguente all’approdo su una major quale la Sony. L’artwork è di elevatissima qualità, in tema con il concept trattato dai 17 pezzi qui presenti, che partono dal peccato originale per arrivare a Lucifero angelo caduto. Miglioramenti notevoli anche in campo di produzione, che presenta suoni puliti e fin troppo curati. Da segnalare inoltre l’uso di una vera orchestra di 37 elementi per le numerose parti orchestrate, preparate al livello delle migliori colonne sonore cinematografiche. Alla fine, dopo il passaggio su un colosso discografico di tale importanza, era più che lecito temere cambi repentini di stile musicale. Tutto ciò non è successo, ed è probabilmente la maggiore pecca che posso imputare ad un disco come “Damnation And A Day”. Mi spiego: musicalmente ci troviamo di fronte ad una riproposizione leggermente più elaborata (per quanto riguarda la cura dei suoni, come si diceva poco più su) dello stile che i nostri hanno sfoggiato su “Midian”, lavoro che ha loro regalato gloria e fama. Le ritmiche in alcuni punti sono molto secche, a volte si sconfina in località prettamente Thrash, di Black Metal ormai ce n’è poco. Si tratta comunque di un disco dalle notevoli potenzialità, il classico album che accresce il suo valore progressivamente, ascolto dopo ascolto. Se avete amato “Midian”, senz’altro adorerete anche questo “Damnation And A Day”, che sotto sotto però manca forse della scintilla, della geniale intuizione che ha permesso a Dani Filth e soci di evolversi e stupirci nel corso degli anni. Per il momento può anche andare benissimo, ma poi la domanda sorge spontanea: preludio di un’ulteriore evoluzione dei nostri o (toccando ferro) segno che lo zenit è stato raggiunto, inizio quindi all’inevitabile parabola discendente ? Only time will tell…


Tony Aramini

Voto: 7+

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