|
Con "No Gods No Master" i cileni Criminal arrivano al full-lenght numero 4. Il disco arriva ben 4 anni dopo il precedente "Cancer" (anche se in Europa uscì 2 anni e mezzo fa, sempre per la Metal Blade) e la band, man mano che passano gli anni, arricchisce il proprio sound e risulta essere sempre più matura. Fossero nati in uno stato meno povero, credo che a quest'ora i nostri sarebbero ben più famosi. La band si è formata all'inizio degli anni '90 ed è arrivata al debutto discografico nel '94 con "victimized", un onesto disco di thrash metal, che non si limitava alle solite cavalcate da head-bangin, ma offriva anche delle canzoni più ragionate e più tecniche. Dal thrash debitore (in parte) dei Pantera degli esordi, sono arrivati a proporre un death metal molto vario, che miscela in maniera esemplare accelerazioni degne delle migliori band di brutal-death ad inserti di keyboards ad opera del tastierista goticone Mark Royce (ex-Entwined), il tutto unito ad un gusto spiccato per la melodia, anche se bisogna prendere 'con le pinze' tale definizione. Infatti i riffs presenti nel disco godono di aperture melodiche apparentemente lontane dall'immaginario che la band era solita proporre, ma che (in questo contesto) si amalgamano a meraviglia. Non mancano le ritmiche prettamente thrash (il filo conduttore con gli esordi). Il cd è ben suonato (alla batteria c'è il massacratore Zac O`Neil degli Extreme Noise Terror) e ben prodotto. Lo trovo molto longevo (grazie alla sua varietà) e parecchio godibile (perchè abbraccia più generi, quindi l'ascoltatore qualcosa di interessante lo trova di sicuro). Questo dischetto avrà però vita difficile, dato che negli ultimi mesi sono usciti tanti dischi di death metal di livello alto, però bisogna essere onesti e dire che i cileni non sfigurano affatto con i grandi album del momento.
Shub Niggurath
Voto:
7,5concierto spice girls
|