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Avevo letto così bene di quest'ultimo album dei Cruxshadow e mi aspettavo dunque un miglioramento nei confronti del apprezzabile "Wishfire", penultimo LP della band americana. Invece, devo ammettere che sono rimasto abbastanza deluso. Purtroppo "Ethernaut" mi convince poco, e non mi sembra vi siano brani all'altezza di belle e famose canzoni quali "Return" o "Tears", presenti in "Wishfire". Mi sembra proprio che i Cruxshadow abbiano invece fatto un passo indietro: i brani scorrono tranquillamente uno dietro l'altro senza momenti esaltanti o particolarmente interessanti, pare che manchi qualcosa in questo disco che faccia presa sull'ascoltatore, che lo coinvolga. L'ho ascoltato una volta, due volte, massimo tre, poi, non trovandoci nulla di prezioso, ho incominciato a selezionare esclusivamente i brani più rilevanti, anche se devo dire che forse solo "Winterborn", il singolo, e "Cassandra" riescono a mostrare un buon motivo di riprendere in mano dopo un po' di tempo questo disco. Mi dispiace molto, perché come iniziativa musicale apprezzo il fatto di conciliare l'elettronica col violino di Rachel Mc Donnel e parti di chitarra elettrica, il tutto in modo molto adeguato e contenuto. Ecco che però per rendere al meglio questo buon accostamento avrebbero dovuto, a mio avviso, meglio interpretare i pezzi e rendere meno sterili e scontate alcune composizioni. I suoni utilizzati dai synth, per esempio, rimangono troppo semplici e poco caratteristici. Un album, concludendo, che presenta pochissimi brani carini accostati ad altri poco rilevanti. Mi spiace.
ENaut7
Voto:
5
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