DAMIEN RICE

"O"

(DRM/Warner Bros.)

2003

1. Delicate
2. Volvano
3. The Bower's Daughter
4. Cannonball
5. Older Cheats
6. Amie
7. Cheers Darlin'
8. Cold Water
9. I Remember
10. Eskimo

Già me lo vedo Damien Rice steso sul letto della sua casetta irlandese, che prima di prendere sonno sistema sul comodino il libro che era intento a leggere ("Beautiful Losers" di Leonard Cohen) e si assicura di aver regolarmente acceso due ceri: uno davanti alla fotografia di Jeff Buckley, l'altro ovviamente davanti a quella di Nick Drake. In effetti questo ragazzo non inventa nulla, eppure la sua musica riesce ugualmente a risultare poetica ed ammaliante, l'ideale per chi da qualche tempo a questa parte non ha più voglia di seguire le bizze di Stuart Murdoch e della sua "nuova" versione dei Belle & Sebastian. Taluni lo chiamano Indie-Folk, etichetta che non mi entusiasma troppo, ma che oggettivamente ci può stare: Rice ha di sicuro l'animo tormentato del folksinger acustico alla Drake, ma di quando in quando non si esime dal chiamare in causa certo Indie Rock (si sentono ad esempio i Turin Brakes nella ottima "Volcano"), risultando alla fine dei conti una sorta di David Gray più acustico ed essenziale. Le canzoni sono tutte incentrate su un'atmosfera intimistica e pacata, esaltate da arrangiamenti semplici ma molto d'effetto (esemplare in tal senso l'apertura affidata a "Delicate"). Gran parte del merito è anche degli strumenti con cui Rice e la sua band decidono di gestire il tutto: chitarra acustica, violoncello e sezione ritmica, strumenti semplici come le sue canzoni, estremamente efficaci nella loro naturalezza. Impossibile poi non restare catturati dalla voce di Lisa Hannigan, il cui apporto risulta fondamentale in diversi episodi del disco (probabilmente i migliori, si veda la splendida "Older Cheats" o la stessa "Volcano"). Clamorosa infine la chiusura affidata ad "Eskimo", senz'altro il pezzo che osa più degli altri, un sofferto crescendo con l'inaspettata partecipazione di un soprano intento a cantare versi in finlandese, la classica chiusura col botto che non t'aspetti. Sarà vero che tutto sommato in questa sede si dice poco che non sia stato già detto altrove, ma Damien Rice quel poco lo dice davvero molto bene. E questo per ora basta e avanza.


Tony Aramini

Voto: 7

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