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Dopo le ristampe dei London After Midnight, eccomi qui a parlarvi di un’altra reissue da me tanto agognata. “Nada!” (che tra l’altro arriva in un lussuoso digipack con booklet in carta fotografica), inutile nasconderlo, è senz’altro il mio disco preferito della prima produzione di un gruppo immenso quale i Death In June. Si tratta in pratica di una sorta di album spartiacque tra il loro primo periodo ancorato al Post-Punk (quando Tony Wakeford dei Sol Invictus era ancora della partita) e quello immediatamente successivo, fatto di tragiche ballate acustiche, progenitrici dell’attuale corrente Neo-Folk. Si tratta anche dell’ultimo album prodotto dai Death In June come un vero gruppo, visto che dopo la sua uscita anche il batterista Patrick Leagas abbandonerà la barca, sancendo di fatto l’inizio dei Death In June quale avventura solista del geniale leader Douglas Pierce. “Nada!” è un album emozionante, fatto di immense ballate Folk (“Leper Lord”, "Behind The Rose"), che lasciano intravedere la direzione in cui Pierce si muoverà nei dischi successivi, ed anche parecchio influenzato dalla New Wave del periodo, specialmente nei numerosi inserti elettronici che fanno capolino. Principale artefice delle partiture elettroniche proprio Leagas, che di fatti sfogherà questi istinti musicali andando di lì a poco a formare i Sixth Comm. A voler essere pignoli possiamo dire che proprio queste sue soluzioni ancorate a certa New Wave risultano in alcuni punti un po’ datate, ma si tratta di un problema marginale, visto che la magia che avvolge queste composizioni c’è oggi come allora, assolutamente non intaccata dalle rughe del tempo. Canzoni come “The Calling” (in due versioni), la splendida “She Said Destroy” e “Rain Of Despair” entrano di diritto nella storia della musica oscura degli anni ’80, offrendo dolorose emozioni solo loro in grado di generare.
Tony Aramini
Voto:
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