DER BLUTHARSCH

"Time Is Thee Enemy"

(WKN/Tesco)

2004

1. I
2. II
3. III
4. IV
5. V
6. VI
7. VII
8. VIII
9. IX
10. X
11. XI
12. XII (Baltikum)
13. XIII

L'ultimo lavoro Der Blutharsch dell'austriaco Albin Julius (che dal 98 collabora anche con Pierce nei Death in June) giunge finalmente a nostra disposizione. Posticipata diverse volte l'autunno scorso, l'uscita di Time is Thee Enemy, il loro sesto LP, dapprima su vinile, e poi su CD, è imminente. Mi appresto volentieri all'ascolto, e dopo gli ultimi ottimi lavori, mi aspetto sicuramente un disco come sempre particolarissimo e ricco di eleganze sonore e diversi spunti riflessivi. Vengo accolto da psicotici canti folkeggianti accompagnati da timpani profondi e lontani. L'atmosfera marziale e tormentata è già racchiusa nell'introduzione, un breve accenno, uno sguardo rapido all'intero album. Al di là di una produzione abbastanza deludente e a tratti confusa, è indubitabile di trovarsi davanti ad ottime composizioni, molto eterogenee, più o meno sostenute, e caratterizzate ognuna da vocals differenti, dal parlato sottile e calmo, a lontane voci fuori campo, a canti femminili e cori. Ottimo il cantato, vale la pena in questo senso segnalare le ottime performance degli ospiti Geoffrey D. e Marco Deplano (Wertham/Foresta Di Ferro). E da elogiare "Baltikum" dei grandissimi Ain Soph, presente già in quel 7" che vede insieme Ain Soph e Der Blutharsch e nel tributo "Tutti a casa!". L'accompagnamento di strumenti folk, melodie grigie, sfumate, nella cui monotonia si colgono intraducibili atmosfere lontane e cosi vicine. Mille volti di una guerra, un volto di mille guerre. Un album che andrà ascoltato attentamente diverse volte per afferrare ognuno di questi volti, ogni volta diverso e sfuggente. Un album da colonna sonora per un film che è stato già scritto ed ogni volta ritorna sempre davanti ai nostri occhi. Da avere, tenere ed amare.


ENaut7

Voto: 8,5

www.derblutarsch.com