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Non servono chissà quante circonlocuzioni per esprimere il dissenso nei confronti di quest'album. Collazionando i Devilyn ai Decapitated, Behemoth, Vader e compagnia, si evincono fin da subito le enormi discrepanze. Infatti, non avviene alcuna catarsi mentre s'ascolta l'album ed è per questo che risulta disdicevolmente capzioso. Eh sì, perché questa musica è semplicemente capziosa; laddove i Behemoth riscuotono successo proponendo dei dischi granitici e possenti come un'alfana d'Arabia, i Devilyn suscitano ilarità, per lo più dovuta al coacervo sterile ed infruttuoso di riffs conformi ai classici stilemi polacco-death metal. Del resto, è per questo che è desueto essere cogitabondo sulla loro proposta; come detto, è sterile e priva di mordente perché priva di personalità (e qui si ritorna alla collazione con i gruppi precedentemente elencati). L'orizzonte dei Devilyn è tutt'altro che azzurro, anzi. Purtroppo è pieno di cirro e prevedo acquazzoni. Spero per loro che abbiano l'ombrello.
PS: è che col D20 è uscito '3', quindi l'ho aperto alla 'c'.
Shub Niggurath
Voto:
4
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