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"I'm Not Enough"... Non siamo mai sazi di questo meraviglioso gruppo che sa unire dolcezze melodiche sintetiche a pure elevazioni oniriche grazie alla splendida voce di Steffen (a mio parere una delle migliori voci maschili insieme a quella di Dave Gahan, leader dei Depeche Mode) e ad ottimi arrangiamenti con batteria e chitarra, soprattutto dal vivo. Ma qui parliamo dell'ultimo album di un gruppo che è sulla cresta dell'onda da ben 15 anni. Anni spesi a vagare per questo mondo finto, legato a stereotipi commerciali e incapace di pensare ed ascoltare con la propria testa. Un concentrato di dolcezza sublime e battiti elettronici notevoli, una potenza dettata a volte dalla lentezza dei brani, altre volte dalla ritmica veloce... ma con grandi sospiri, pause efficaci e riflessive. In Germania, la loro patria, sono paragonati ai nostri Ligabue e Vasco Rossi, con la differenza che questa musica è davvero studiata per conquistare senza bisogno di pubblicità. Sono 15 anni che questi ragazzi girano l'Europa per lanciare il loro messaggio. Un messaggio sensibile e puro, senza contaminazioni bastarde. Da questa mia prima recensione vi accorgerete che niente è scontato nella musica e che soprattutto la musica va ascoltata e respirata. La chiave di lettura di un album è pur sempre personale, ma vi invito a seguire il percorso che ogni volta vi consiglierò, per capire un album e integrarlo nella nostra vita quotidiana. "I'm Not Enough" parte sommessa, come sussurrata con quei battiti elettronici sensibili di cui vi parlavo. La voce di Steffen nonostante sia qui filtrata, è pur sempre eccezionale ed il ritornello con quei bassoni sparati ma sempre sospirati concedono una chiara riflessione spontanea... il tempo scorre velocemente ma noi possiamo vivere senza fretta e cogliere ogni parte del puzzle della nostra vita, il lento scorrere delle cose. "I'm Not Dreaming Of You" ripercorre il sentiero della prima traccia con la grande differenza di addolcire ogni secondo. Lo zucchero dentro una bella tazza di latte servito caldo.. come il calore e la passione che emana quel piano accennato. "Unputdownable" è una romantica cena all'aperto, di notte, tra i fuocherelli che abbelliscono il terrazzo rispecchiandosi negli occhi della vostra ragazza. Chitarre lunghissime, "fisarmonica" elettronica e la lentezza che regna sovrana. E' il primo singolo dell'album e il video vede Steffen e Thomas immersi nel verde del bosco. "Turn Me On" inaugura il lato drum 'n' bass dell'album, la perfetta sospensione tra la melodia elettronica delle prime 3 tracce e una ritmica "schizzata". Anche qui le pause arricchiscono il piatto prelibato, un sapore mixato di dolcezza e tristezza. "6 Feet Underground": bisogna nascondersi sotto terra per ascoltare questa musica? Siamo così timidi e riservati da non poter venire allo scoperto? Ce ne stiamo così bene nascosti in un angolino dell'ascensore... all'ultimo piano, quello del box o del magazzino. Vorremmo far esplodere la nostra dolcezza magari con la persona amata e non ci riusciamo. Parlatele con questa canzone "title-album". "Aimee": quando Dio ha creato la donna ascoltava questa canzone. Lui sa tutto di noi nel suo lettore cd aveva sicuramente inserito la traccia numero 6. Ha creato la donna modellandola come un vaso di argilla e l'ha chiamata Aimee. Se volete piangere sul letto perchè lei vi ha lasciato o se volete esprimere il vostro grande amore... non dovete far altro che mettere un piede dentro questo Eden. Una parola: eccezionale. "Right On Time" rappresenta un immaginario latoB dell'album, quel drum 'n' bass appena accennato con "Turn Me On" qui diventa la colonna portante di una struttura inquieta ma elettrizzante. La ritmica decelera ma il sapore un po' acido è prevalente. Voce completamente distorta e per questo motivo il pezzo forse è il peggiore dell'album, perchè "uccidere" la voce di Steffen è come abbandonare un cane in estate... deplorevole! "Take Me Over": parte con effetto "sospirato" grandioso, e la voce di Steffen entra subito a schiarirci le idee su come sarà impostata la canzone. La dolcezza in questo album regna sovrana. Ma il bello di questo pezzo è un ossessivo drum 'n' bass qui grandiosamente evidenziato e rumoroso senza però scadere nel patetico.. anzi. Un'ottima combinazione che racchiude il senso dell'album. "You Are The One" è forse troppo mielosa e a differenza delle altre, qui il ritmo pacato stanca e la voce di Steffen è usata maluccio, sebbene sia sempre il vero "strumento" dei De/Vision. "Beside You": la solita voce distorta apre la traccia imponendo immediatamente una tonalità pop, che fortunatamente scivola verso un ritornello molto "depechemodiano", raffinato, melodico (quel "..i feeel youuuu.." finale ricorda molto "I Feel You" dei Depeche Mode sebbene poggi su una base completamente diversa). "Klangmonaut" è sperimentale, l'unica traccia strumentale. La definirei interessante, un omaggio "kraftwerkiano" col tocco De/Vision molto evidente dopo aver ascoltato tutto l'album. Da ascoltare con piacere. "Take Me To Heaven" è la chiusura degna della prima traccia. Un cerchio che si chiude... forse è la rappresentazione della vita? Ci piace pensarla così, perché no? Dopotutto il paradiso è anche l'inizio di una nuova esperienza ultraterrena. Questa ultima "chiave di lettura" ci apre le porte di un nuovo futuro per i De/Vision. Un futuro ci auguriamo ricco di soddisfazioni come questo album sta dimostrando, ancora una volta, grazie anche all'apprezzamento del pubblico.
>Teo<
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