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E' molto difficile rendere conto in modo corretto della musica dei Die Form, principalmente per due ragioni: la prima riguarda l'indubbia eterogeneità delle composizioni, la seconda è dovuta al fatto che i Die Form hanno sempre accompagnato la loro musica ad un atteggiamento scenico che appunto trapassa l'aspetto puramente sonoro e che meriterebbe sempre di essere considerato complementare. Ma volendo parlare esclusivamente di questo ultimo lavoro, possiamo cercare di illustrare alla meglio gli elementi portanti della loro musica. Innanzitutto i Die Form riescono a convergere magistralmente le due linee su cui si fondano i loro brani, ovvero l'elemento puramente elettronico con l'atmosfera neoromantica e spunti gotici che si sollevano spesso sulle linee vocali di Eliane. La musica che avvolge queste evocanti melodie vanta suoni industrial piuttosto aspri e meccanici, beat cadenzati, precisi e a tratti raffinatamente complessi. Proprio in questa unione è possibile rilevare con quanta cura e attenzione Philippe Fichot, mente e compositore del gruppo, si sia dedicato alla stesura dei sei brani che compongono Zoopsia. Ultimamente proprio Philippe ha descritto la propria musica come "sex industrial", non disdegnando dunque affatto quell'inclinazione S/M che può essere ricavata sia dall'immagine e delle performance live che dalla musica ipnotica e ossessiva accompagnata dalla saudente voce femminile. Ovviamente credo che questa sia solo una delle tante sfumature che potrebbero essere percepite ascoltando attentamente Zoopsia. Dico 'attentamente', perché voglio evidenziare il fatto che un ascolto frettoloso, soprattutto per coloro che non conoscono i Die Form, potrebbe risultare non sufficiente per apprezzare la complessità della struttura elettronica a tratti veramente profonda. Chi preferisce l'industrial ballabile e più conforme si rivolga altrove, Zoopsia è un album
per altre atmosfere.
ENaut7
Voto:
7,5
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