THE DILLINGER ESCAPE PLAN

"Plagiarism EP"

(Relapse)

2006

1. Unretrofied (Edit Version)
2. Wish
3. Angel
4. Jesus Christ Pose
5. Like I Love You
6. The Perfect Design (Live)

Sono passati 9 anni dal loro omonimo esordio sotto la Now Or Never Records, prima di passare a Relapse, con la quale hanno sì prodotto il loro più riuscito Calculating Infinity (1999), ma scivolando poi nel conformismo pro-mainstream con il mediocre ed ultimo Miss Machine (2004). I DEP si erano già cimentati in cover per il tributo ai Guns n' Roses 'Bring You to Your Knees' (2004) con "My Michelle" e, ancora prima, con una "Come To Daddy" di Aphex Twin sull'EP di Irony Is a Dead Scene (2002), ma adesso il nostro quintetto del New Jersey su sei pezzi, ce ne porta addirittura quattro. Plagiarism EP nasce come capitolo a parte solo fittiziamente: tolte le quattro cover abbiamo una "Unretrofied" (qui smussata) ed una "The Perfect Design" (qui in versione live) che già figuravano su Miss Machine, quindi potremmo considerarlo semplicemente un tardo e malcelato singolo. Altra bizzarria è che nei negozi non lo troverete, dato che è stato pensato per la diffusione digitale esclusivamente per il circuito iTunes. Se queste quattro sono state scelte in maniera quantomeno strampalata, d'altro canto non sono state rielaborate quasi per niente e sono decisamente fini a se stesse. Iniziando con "Wish", uno degli highlights dell'EP Broken del periodo gagliardo dei Nine Inch Nails (1992), i DEP hanno operato una castrazione tremenda alla resa distruttiva (pare che da stereo si passi in mono). Proseguendo con un brano preso da un altro disco capolavoro (Mezzanine, 1998), ovvero "Angel" dei Massive Attack, per quanto distanti siano le sonorità trip-hop dall' hardcore dei DEP ma senza eccedere in pregiudizi è un buon pezzo, anche se Greg Puciato non è esattamente vellutato come Robert Del Naja. Al turno di "Jesus Christ Pose", uno dei pezzi più belli non solo dei Soundgarden (e del disco da cui è tratto, Badmotorfinger, 1991) ma di tutta l'epopea grunge, e chi ce l'ha presente si ricorderà un Chris Cornell che spaccava i vetri direttamente in casa di Dio con i suoi acuti, sebbene le chitarre di Ben Weinman e Brian Benoit qui si diano piacevolmente da fare, un pezzo dei Soundgarden senza Cornell è come Copacabana senza puttane e Puciato caca l'anima senza troppi elogi. L'ultima cover è fuor d'ogni dubbio la meglio accolta, ovvero "Like I Love You" di Justin Timberlake (da Justified, 2002), gradita se non altro per la versatilità nello spirito del gruppo che riesce ad essere persino autoironico (anzi, il salto dai falsetti/chitarrina acustica di "Like I Love You" all'hardcore travolgente di "The Perfect Design" è quantomeno traumatico). I più curiosi potranno comunque saziarsi in parte, visitando il loro angolo MySpace su cui c'è lo streaming di "Angel", chi invece preferisce i DEP di sempre incazzati col mondo, beh forse può anche sorvolare.


Tiziana Brombin

Voto: 4+

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