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Premessa importante: molti di voi, nel vedere questo misero 3 affibiato alla ri-registrazione di Stormblast (il secondo e, per chi scrive, miglior lavoro mai realizzato dai Dimmu Borgir), potrebbero pensare: questo non ha neanche ascoltato l'album, avrà trovato inconcepibile un' operazione simile e magari schiferà pure i Dimmu attuali, quale assist migliore per sputtanarli un pochino? Bene, in tale eventualità vi dico subito che le cose non stanno così come si potrebbe pensare in un primo momento. Sul fatto che abbia trovato totalmente inutile e inspiegabile questa uscita non ne faccio mistero, "Stormblast" era bello così com'era, con la registrazione e le atmosfere di quell'epoca, che bisogno c'era di rimetterci le mani sopra e di combinare questo pastrocchio orripilante? Perchè il punto è proprio questo, io il disco l'ho sentito e risentito più volte, e vi posso assicurare che di salvabile ci sta veramente poco. Già si parte subito con il piede sbagliato, visto che il meraviglioso intro di piano che faceva da preludio a "Alt Lys Er Svunnet Hen" è misteriosamente scomparso, per ragioni che non ci è dato sapere. La parte più bella del vecchio disco volatilizzata così nel nulla, neanche qualche secondo, un piccolo accenno, zero. E vabbè, andiamo avanti. "Broderskapets Ring" è quasi irriconoscibile, con quei chitarroni stoppati e ultra compressi (sul modello della ciofeca "Death Cult Armageddon") che ne stravolgono completamente il risultato finale, problema che viene drammaticamente a galla in molti altri pezzi del disco. Cioè almeno se lo volete risuonare cercate di preservare quell'atmosfera magica e malinconica che permeava un po' tutto l'album, non è possibile che in altri due brani originariamente bellissimi come "Da Den Kristne Satte Livet Til" o "Antikrist" delle parti tastieristiche diventino tutto d'un tratto parti di chitarra, così senza alcun senso logico. Per non parlare poi di un'altra illustre scomparsa, quella di "Sorgens Kammer", sostituita per l'occasione da tale "Sorgens Kammer - Det II", una rottura di palle micidiale di oltre 6 minuti che non c'entra assolutamente nulla col brano vecchio (si lo so che il vecchio tastierista l'aveva preso pari pari alla musica di un videogioco, ma era figo lo stesso). A mettere la ciliegina sulla torta poi ci pensa Shagrath, con uno screaming simil strozzato francamente imbarazzante, che riesce e a rendere i brani peggiori di quanto non lo siano già. Unica nota positiva riguarda la title track, che riesce quanto meno a reggere il confronto con la vecchia versione (ed il fatto che sia l'unico brano del disco che i Dimmu continuano a riproporre dal vivo deve aver sicuramente giovato). Ma apparte questo non c'è proprio nulla per cui esaltarsi, che poi su questo lavoro ci sia l'illustre presenza di Hellhammer dietro le pelli (confermata anche per l'imminente nuovo full lenght) non può bastare per risollevarne le sorti. Un lavoro che magari farà la felicità dei fans sfegatati degli ultimi Dimmu Borgir, che magari venderà pure un botto di copie...ma permettete ad un nostalgico fan di vecchia data di esprimere tutto il suo totale disgusto per un'operazione simile, atta a svilire e a rendere irriconoscibile uno dei più grandi dischi in assoluto che il black metal abbia mai partorito. L'imperativo è uno solo: boicottare in massa sta schifezza.
Nordavind
Voto:
3
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