DRAGONLORD

"Black Wings Of Destiny"

(Escapi Records)

2005

1. The Beginning of
2. The Curse of Woe
3. Revelations
4. Until the End
5. Sins of Allegiance
6. Mark of Damnation
7. Blood Voyeur
8. Fallen
9. Black Funeral (Mercyful Fate cover)
10. Emerald (Thin Lizzy cover)

Sono sempre stato diffidente nei confronti di questo progetto ad opera del giapponano dei Testament perché ritengo il black metal (a torto o a ragione) un qualcosa di diverso da un semplice genere musicale da suonare se si ha voglia, se è fico e se non si ha di meglio da fare. I Dragonlord, invece, esistono proprio perché Eric Peterson ha ascoltato i Dimmu Borgir, gli sono piaciuti tanto ed ha deciso di riempire il tempo libero dai Testament creando questa roba. Il precedente, però, al di là del mio scetticismo, è un disco di merda: moscio, poco ispirato e con alcune trovate semplicemente 'stupide'. Questa seconda prova sulla lunga distanza, a quattro anni dal debutto, ha il pregio di risultare meno prolissa; va detto che dopo pochi secondi si evince chiaramente che una persona 'dentro' il black metal non avrebbe mai creato le canzoni in questa maniera, a tratti sembrano eccessivamente 'leccate', però, credo che sia proprio questa 'l'arma vincente' del disco: pur imitando quasi pedissequamente Dimmu Borgir e, in parte minore, Cradle Of Filth, il disco, essendo creato da persone 'lontane' dal black metal, è strutturato in maniera poco canonica, anche per quanto concerne gli arrangiamenti. Paradossalmente, a suo modo questo lavoro è 'unico' e sono convintissimo del fatto che se dietro tutto questo ci fosse stato un tardo-adolescente incazzato saremmo di fronte a un quasi-discone. Per il resto, so che non è il massimo mettersi ad ascoltare i Dimmu Borgir post-1997 in chiave thrash.


Shub Niggurath

Voto: 6

www.enterthedragonlord.com