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Confesso d'essere un po' emozionato. Magari non fregherà a nessuno, del resto non è che stiamo parlando degli Iron Maiden, però gli Enochian Crescent sono uno di quei gruppi che rendevano l'underground black metal molto interessante (e non hanno ottenuto il successo che meritano solo perché la loro concorrenza si chiamava Emperor, Cradle Of Filth, Darkthrone, Enslaved e non Necro666Kinder ad opera di poliziotti tedeschi del cazzo o ritardati autistici che abitano a Malibu ma invece d'andare a stuprare le mille Pamela Anderson stanno davanti al pc a creare metal). L'ultimo disco, lo splendido "Omega Telocvovim", uscì nel 2000: è passato troppo tempo per chiedere qualcosa di diverso da un semplice ritorno. Per questo (solo per questo) non mi lamento più di tanto di questo black coatto ed epico che ricorda (per le uscite truzze) gli Immortal, anche se i momenti di granitico heavy metal se li potevano risparmiare. Amo i precedenti lavori perché sono rozzi, crudi, pieni di cavalcate thrashy e assalti ignoranti, in alcuni frangenti suonavano un po' a cavolo (si intuiva benissimo che volevano solo far chiasso), ed era quello il bello: erano un gruppo estremo ed underground al 100%. Oggi non è più così, il loro è un ritorno senza infamia e senza lode, ma a me basta e avanza perché almeno ora so che sono vivi. Per il futuro spero in cambi di rotta.
Shub Niggurath
Voto:
6
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