ESMERINE

"If Only A Sweet Surrender To The Nights To Come Be True"

(Resonant)

2004

1. Red Fire Alarm
2. And They Left No Footprints In The Dust Behind Them
3. Nohna's Lullaby
4. Where There Is No Love There Is No Justice
5. Tungsten
6. The White Blazing Star
7. Luna Park
8. The Marvellous Engines Of Resistance

Bruce Cawdron e Beckie Foon, dapprima militanti in gruppi come i caustici Godspeed You! Black Emperor, lui, e Silver Mt. Zion e Set Fire To Flames, lei, sposano il loro gusto neo-classico attraverso il progetto unicamente strumentale Esmerine, che con questo disco debutta nell’alta società. Gruppo elitario dunque, gli Esmerine, oltre che per le sonorità anche per l’etichetta d’appartenenza: dopo i primi figli Do Make Say Think e Tarentel, l’inglesina Resonant è diventata celebre per la selezione metodica in termini di promozione. 50 minuti di contemplazione sonora dai toni meditativi e cupi, d’avanguardia, profondi nella loro apparente semplicità, attraverso cui si esprime una forte necessità di respirare a pieni polmoni. La strumentazione ha escluso la partecipazione di una classica chitarra per dare spazio alle percussioni, al violoncello (vorticoso mantra in “And They Left No Footprints In The Dust Behind Them”), alla marimba (sovrana in “Red fire alarm, la traccia d’apertura”), allo xilofono (che profuma di carillon in “Tungsten”), a suoni naturali come può essere bicchieri di cristallo (“Nohna’s Lullaby”). Nonostante le influenze dei Rachel’s, ed i “residui” del progetto Gy!Be, oltre che dello sfoggio della reciproca provenienza musicale, questo gruppo si dimostra disarmante conoscitore di una natura musicale indipendente, di difficile collocazione in termini di genere: neo-classico sa più d’architettura che di musica; escludendo qualche piccola composizione più post-rock (come “Where There Is No Love There Is No Justice”, dove il violoncello prende magicamente le veci una graffiante chitarra elettrica qui più che mai, e la traccia di chiusura ‘The Marvellous Engines Of Resistance’, un crescendo di notevole fascino ed impatto), più di canzoni si tratta di piccole suite, già nominabili in quanto tali per la strumentazione, ma anche per la lunghezza (eccetto due brani, si passa dai 5 ai 7 minuti circa, fino a 12). Già, un pizzico più lunghe del solito, eppure mai pesanti. Un ripetuto ascolto del disco non lascia nell’animo alcun segno di gioia, laddove si ode pace si nasconde invece un silenzioso magnetico caos, ed una nostalgia monotona, di non facile spiegazione. Come se le note entrassero di soppiatto nelle vene con cattive intenzioni. Ed alla fine del viaggio ti resta il sapore dell’animo tuo, amaro come il fiele. Che porti alla depressione non lo so, ma che lasci tutt’altro che indifferenti questo sì.


Tiziana Brombin

Voto: 7 e 12

www.esmerine.com