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Vocine strane e 8 bit come se piovesse; è uscito un altro disco dei Fantomas di cui si può dire che non è un disco dei Fantomas solo per il nome esposto in copertina, ma anche per il contenuto musicale. Ovvero: tutto ciò che passa per la testa di Patton &C, a partire da una zona franca tra punk e metal, condito a raffica dai campionamenti più disparati che si possano trovare sulla faccia della terra, rullate, elettronica, scricchiolii, distorsioni, ritmi strampalati buttati fuori uno dopo l’altro, musichine del nintendo, un tutto aleatorio e privo di logica che infesta come un rumore alieno quel poco che di veramente musicale il gruppo ha voluto incidere su questo Suspended Animation; ovvero grumi della durata di non più di 5 secondi di fila di schitarrate un po’ “core” un po’ thrash eccetera, rallentoni trucidissimi, a volte frustranti passaggi atmosferici messi lì proditoriamente per abbassare le difese dell’ascoltatore. E poi lui, il padrone di casa, che ulula, guaisce e ogni tanto canta persino.
Da evidenziare a caratteri cubitali è il fatto che non c’è in questo disco nessuna voglia di essere innovativi, o geniali, o di mettersi alla prova; al massimo di prendere per il culo chi è dall’altra parte degli altoparlanti. E infatti, se non ci si sofferma sui singoli momenti (che raggiungono picchi piuttosto altini), l’unica cosa che filtra dopo un po’ di ascolti l’intima essenza ludica di tutto cio; che una buona fetta di questo giochetto è pure piuttosto irritante; che un tale utilizzo del trinciacarne musicale non ha senso, è fatto a caso (ci scommetto le palle, giuro), che un gruppo che si comporta così risulterebbe molto odioso, spocchioso e radical-chic a meno che il prodotto finale riuscisse a non perdere impatto e a prenderci a calci in culo tutti quanti per una mezz’oretta (o pure per 4 secondi sì 6 no altri 2-3 sì poi 10 un po’ e un po’, poi di fila ti appisoli per mezzo minuto e ancora 7 secondi orgiastici, e così via). Non era decisamente il caso di Delirium Cordia, ma è il caso di Suspended Animation e ciò non fa che rendermi contento.
P.S: Come al solito non mi soffermo più di tanto sulla materia extra-musicale. Vi basti sapere che la confezione del disco è molto simpatica e il booklet è in forma di calendario del mese di Aprile; e il lavoro contiene una "canzone" per ogni giorno, appunto.
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7 e 12
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