FARMER BOYS

"The Other Side"

(Nuclear Blast)

2004

1. For The World To Sing
2. Like Jesus Wept
3. Once And For All
4. Where The Sun Never Shines
5. Intro
6. In My Darkest Hour
7. Stay Like This Forever
8. The Other Side
9. What A Feeling Like
10. Trail Of Tears
11. Home Is Where The Stars Are
12. Get Crucified

I Farmer Boys si sono conquistati stima e simpatie del sottoscritto in cinque secondi, quelli del sample con cui si conclude “Where The Sun Never Shines”, traccia numero 4 di questo nuovo lavoro della band teutonica. Non capita tutti i giorni di ascoltare in un disco la voce del compianto Jack Nance che pronuncia la frase-cult “She’s dead…wrapped in plastic!”, una trovata che prenderà in contropiede tutti i fans della serie tv “Twin Peaks” (alzi la mano chi sospettava qualcosa del genere) che in un modo o nell’altro si troveranno ad ascoltare questo disco: non l’avessi sentito con le mie orecchie, non c’avrei creduto. Chiusa questa dovuta parentesi andiamo a parlare di “The Other Side”, album con cui i Farmer Boys, a scapito del proprio nome, ribadiscono di aver tagliato i ponti ormai definitivamente con le tentazioni “agresti” della prima ora (e non dispiace neanche tanto. Nulla da ridire sulla musica, ma stiamo parlando di roba che a livello concettuale/iconografico avrebbe reso fiero il Toto Cutugno di “Voglio Andare A Vivere In Campagna”). Musicalmente risulta chiaro come il disco dei Passenger, per quanto dalle pretese non affatto alte, sia diventato un punto di riferimento quasi imprescindibile per chi nel vecchio continente vuole suonare un certo tipo di musica, ma va detto che nel caso dei Farmer Boys il cuore delle canzoni è maggiormente votato alla melodia ammiccante. Capita infatti non di rado che l’album suoni un po’ come se gli HIM di “Razorblade Romance” o gli ultimi Entwine fossero nati in Germania: pezzi rock sufficientemente compatti e depurati di qualunque cliché tipicamente finlandese (testi love/suicide e bla bla bla) in favore di tastierone in bella evidenza ed un occhio di riguardo per il SynthPop degli anni ’80 (Alphaville su tutti, ma d’altronde cos’altro aspettarsi da una band tedesca?); non mancano spunti presi da certo numetal a stelle e strisce, ovviamente rivestiti da pelle europea quel tanto che basta per accontentare tutti. Musica che richiede uno sforzo mentale da parte dell’ascoltatore pressoché uguale allo zero, musica dunque che per risultare vincente dev’essere almeno fresca e coinvolgente. Ed è qui che saltano fuori i maggiori limiti di “The Other Side”, che sotto il punto di vista qualitativo finisce col dimostrarsi piuttosto discontinuo, con 12 pezzi equamente suddivisi tra momenti godibili, a tratti esaltanti, e momenti assolutamente anonimi e privi di mordente (la opener “For The World To Sing” su tutte). Visto come le potenzialità della band vengono ben sfruttate in certi pezzi (“Like Jesus Wept”, la triste e ruffiana “In My Darkest Hour”, la trascinante “Get Crucified”) era lecito aspettarsi qualcosa di più, e quindi un po’ d’amaro in bocca alla fine del lavoro può essere comprensibile.


Tony Aramini

Voto: 7-

www.farm2000.de