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Rabbia e tanti sbadigli, solo questo riesce a generare Archetype. Sbadigli perché un disco così noioso non si sentiva da tempo, forse da “Symbol Of Life” dei Paradise Lost (album con cui ha in comune quell’autocelebrazione così irritante e fine a sé stessa). Rabbia perché pensi che si tratta del disco nuovo dei Fear Factory, mica gente qualsiasi. Passo indietro: “Digimortal”, nonostante il ripudio da parte del pubblico, rimane un lavoro tutto sommato dignitoso, seppure incompiuto: l’inizio di una svolta che di fatto non è mai avvenuta. Oggi, con la messa al bando di Cazares, che vox populi vuole come “vera anima metallica” della band, c’erano tutti i presupposti per completare quella virata iniziata tre anni fa. E meno male che siamo coerenti. Tra il 1998 e il 2004 non è successo nulla di rilevante musicalmente parlando ? Lo chiedo perché “Archetype” suona come un disco di scarti risalenti al periodo “Demanufacture”/”Obsolete”: anacronismo puro, né più, né meno. Eppure resto convinto del fatto che un lavoro del genere non avrebbe avuto senso neanche se fosse uscito prima di Digimortal. O forse sì. A quel punto avremmo avuto un gruppo che rimastica all’infinito la stessa idea, scelta deprecabile quanto volete, ma almeno priva di contraddizioni. Poco importa se “Act Of God” è pura e risibile autoparodia, il problema semmai è che ce la spaccino per qualcosa di serio. Ma tanto al metallaro medio basta ascoltare Burton che growla mentre la batteria fa un po’ di casino a cazzo di cane… COERENTE: che agisce uniformemente al proprio pensiero; che non ha, che non esprime contraddizione. (cit. courtesy of “il nuovo dizionario italiano Garzanti”)
Tony Aramini
Voto:
4 (CYBERWASTE)
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