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Altro gradito ritorno in questo prolifico (per il death metal) 2004: i Tedeschi Fleshcrawl con il loro death metal in stile Dismember ed Entombed, fregandosene dei trend del momento, ci regalano un altro buon disco. In quest'album non ci sono le "sperimentazioni" dei Criminal, o l'assalto in stile Morbid Angel dei polacchi Decapitated; “Made Of Flesh” si rifà a quei canoni stabiliti dai grandi gruppi di Stoccolma (ma anche dagli stessi Fleshcrawl: il loro debutto, "descend into the absurd", risale al 1992), che a loro volta presero ispirazione anche dagli Iron Maiden e un po’ da tutto l'heavy degli anni '80 (in tal senso, ascoltate l'inizio di "When Life Surrenders"). Pur cambiando il loro approccio alla musica di pochissimo, album dopo album i Fleshcrawl riescono ad essere migliori di tanti altri perché la loro proposta è volutamente "fuori dal tempo". Alla fine degli '80 e nei primi '90 erano molte le band che suonavano questo death metal grezzo, furente, dalle ritmiche serrate e dalle vocals abrasive; ora le band che suonano in questo modo si contano sulle dita. I Fleshcrawl amano questo genere musicale e si sente. Posso accomunare questa band (per immobilità sonora) ai Deicide di Glen Benton: è dal 1° album che i Deicide non fanno altro che bestemmiare a gran voce, riproponendo più o meno le stesse sonorità. Questa caratteristica non bisogna ritenerla un difetto, sempre che i dischi siano validi. Nel caso dei Fleshcrawl (non sempre per i Deicide) è così: quest’album è molto bello, ed ogni amante dei Nihilist/Entombed, Grave e Dismember dovrebbe averlo a casa, assieme agli altri dischi di questa band.
Shub Niggurath
Voto:
7
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