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E’ tutta colpa (... o merito?) di quest’album se i desideri morbosi prendono corpo, sfociando in fiumi di dolore che travolgono, stordiscono, deprimono... Fuori dalla stanza non c’e’ nulla, c’e’ il buio, c’e’ il male, c’e’ l’immensa stupidità umana, meglio restar soli. Meglio restare accanto a persone che capiscono ed assimilano all’istante proposte musicali così pregne di negatività. Note crudeli, note di morte, note morbose: cosa compongono? Compongono litanie di morte, echi nascosti nella mente che, letteralmente “chiamati” fuori, si materializzano e feriscono, annerendo ogni cosa, incupendo i nostri sguardi. Degnissima prosecuzione di ”songs to leave”, quest’album ferisce a morte proprio in quelle parti lente, dolorose, asfissianti. Il Conte ha fatto scuola (e figli), lo si sente echeggiare di continuo, come per chiamarci a lui, verso qualcosa che conosciamo, ma che, saggiamente, preferiamo non ricordare. Trame ipnotiche e ripetitive, voci distorte e lontane, ritmiche lente interrotte da ferite profonde, sottoforma di stacchi velocissimi. Momenti acustici creati per riuscire a focalizzare ciò che la mente, di ogni ascoltatore, andrà a creare. Questa e’ la springtime depression: sentimenti negativi, marci, malvagi. Solo per menti disturbate.
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Voto:
7,5licking feet videos
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