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E c'è anche una canzone che si intitola "Merde!". Però non sono italiani, e dovreste saperlo.
Sono, in pratica, gli Impaled che si divertono a suonare thrash/death sulla via gore di Carcass e compagnia patologica. Ormai sono al terzo disco su Razorback, etichetta che spesso caca buoni dischi, anche se allo stato attuale delle cose preferiamo il lavoro svolto sui precedenti due album, certamente più vari, più estremi, più dinamici e divertenti in fondo.
Ovviamente l'aspetto demenziale è fin troppo rilevante, lo è sempre stato e lo sarà sempre nella mente di questi individui: è per questo che ci sono brani come "Psychoplasm", che fanno giusto giusto schifo al cazzo, oppure come "Gutbucket Blues" che invece fa ridere perchè il testo sprizza quella tristezza mista disperazione tipiche del blues negroide, oppure come "Life of the Living Dead" che sembra suonata dagli Anthrax e cantata da Jeff Walker.
Tutto ciò, però, non ci convince appieno: non tutto scorre liscio, ci si fiacca dopo qualche giro completo del cd fino a tornare ad ascoltarsi solo quei 3-4 pezzi e finita lì.
Non ci sono più i dischi belli dall'inizio alla fine, come "Master of Puppets" o "...And Justice For all".
Mondo marcio*!
*: esclamazione di disappunto.
Grella_13
Voto:
6
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