|
1.
Sally
2.
I Would Never Be Young Again
3.
Not a Crime
4.
Immigrant Punk
5.
60 Revolutions
6.
Avenue B
small girls nudeoklahoma job bank cellular phone book
7.
Dogs Were Barking
8.
Oh No
9.
Start Wearing Purple
10.
Think Locally Fuck Globally
11.
Underdog World Strike
12.
Illumination
13.
Santa Marinella
service sabre14.
Undestructable
15.
Mishto!
|
Chi
vive a Roma negli ultimi anni avrà assai probabilmente incrociato Eugene
Hutz senza accorgersene, ma non a un concerto o in qualche locale; no,
piuttosto fermo a un semaforo, a qualche incrocio stradale, pronto a
lavare il vetro della tua macchina. Ucraino di nascita, newyorkese
d’adozione, cittadino del mondo per scelta E necessità, Hutz ha vissuto
finora un po’ qui un po’ là, barcamenandosi tra un lavoretto e
l’altro, alternando un dj-set in qualche bettola cimiciosa a uno show
dei suoi Gogol Bordello in localacci dimenticati da Dio e dagli uomini a
una notte da lavavetri, a Roma come a Los Angeles Mosca Londra Minsk; si
potrebbe pensare che la vita da hobo
d’altri tempi di Hutz sia esclusivamente frutto delle fantasie di
qualche scaltro ufficio stampa, ma basta guardarlo in faccia per rendersi
conto che le varie e disparate storie che circolano sul suo conto sono
tutte vere. Gypsy Punks: Underdog World Strike, terzo album dei suoi Gogol
Bordello, coincide con la fortunata partecipazione del Nostro a “ogni
cosa è illuminata”, esordio dietro la macchina da presa dell’attore
Liev Schreiber (altro straniero in terra straniera per eccellenza), dove Hutz rivela pure
apprezzabilissime qualità attoriali (da completo esordiente riesce
perfettamente a tenere testa a un gigante come Elijah Wood), un altro dei
suoi numerosissimi talenti. Il disco è letteralmente magnifico, tanto
bello quanto fondamentalmente indescrivibile a chi ancora non abbia avuto
la fortuna di ascoltare le precedenti prove dei Gogol Bordello o testarne
l’elevatissimo potenziale distruttivo in sede live, dimensione
senz’altro ideale per il gruppo: provate a immaginare Goran Bregovic che
coverizza i Mano Negra che coverizzano i Pogues che coverizzano i Crass,
ma anche così non riuscirete a sintetizzarne l’impressionante carica di
energia. Gypsy Punks: Underdog World Strike detiene fin da ora almeno un
paio di invidiabili primati: è il disco di musica etnica
migliore del 2005 e uno dei migliori degli ultimi cinque anni, è
l’unico disco politico degli ultimi lustri senza la benché minima ombra di
ammorbante retorica (la sola Think
Locally, Fuck Globally manda a casa legioni di polemisti della mutua)
e, per quel che vale, è tra i dischi più eccitanti, freschi e
genuinamente emozionanti che ho
sentito in tutta la mia vita. Nonostante la figura di Hutz ispiri
spontanea simpatia, e il nome del gruppo stia conoscendo una popolarità
sempre maggiore (anche solo negli ultimi mesi), difficilmente i Gogol
Bordello potranno diventare famosi: le ragioni? Troppo diretti, troppo crudi nel linguaggio e nelle scelte espressive, troppo poco
addomesticabili come indole e attitudine. Non sentirete mai alla radio un
pezzo come Santa Marinella (che
pure è tra i migliori – se non IL migliore – del disco), delirante
sproloquio in italiano maccheronico a suon di porca
puttana, stronzo merdoso e,
dulcis in fundo, come ritornello un bel bestemmione pronunciato – a
differenza del resto del “testo” – sfoggiando un’impeccabile
dizione (evito di specificare, comunque c’entra la Madonna). Ma forse va
bene così, è meglio così: inorridisco a pensare ai Gogol Bordello
attrazione principale al concerto del 1° maggio, oppure ospiti
indesiderati nei salotti buoni della kritika ke konta… teniamoceli
stretti comunque, perché siamo di fronte a uno dei dischi più vivi
e vitali di sempre, a prescindere da stili, categorie e
classificazioni di sorta.cingular razr phone
Dragone
Nervoso
Voto:
9
|