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Incuriosito da un articolo che ne parlava come il più intelligente act dopo Talvin Singh di quella scena elettronica influenzata dalla musica etnica del sud-est asiatico, un paio d’anni fa mi avvicinai ai Govinda, progetto presidiato dal texano Shane O Madden. La sorpresa fu indubbiamente positiva, soprattutto in virtù di una proposta intrigante, che non mancava di stupire grazie ai ripetuti inserti di violino (a cura dello stesso O Madden), atti a dare al tutto un tocco riconoscibile e personale. “Echoes Of Eden” cambia però le carte in tavola, complice una certa “spersonalizzazione” della musica della band, che, confinato il violino a sporadici interventi, mette parzialmente da parte anche le influenze indiane in favore di un’elettronica dai termini più canonici, che spazia più o meno in lungo e in largo tra Trip-Hop, Dub e compagnia, richiamando qui e lì certe cose di Massive Attack ed altri nomi più o meno noti. Nonostante il minor anticonformismo, la qualità delle canzoni non cola affatto a picco, offrendo spunti notevoli come “Like I Do” (voce a cura della moglie di O Madden, Chrysta Bell, che pare sia al lavoro su un disco assieme a David Lynch) e “So Much To Give”, con quest’ultima che presenta Jennifer Folker dei Lowpass in qualità di special guest. Alla lunga può risultare un tantino dispersivo, specie per i meno avvezzi, ma chi mastica abitualmente queste sonorità non mancherà di apprezzare.
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Voto:
7-
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