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Lo stavo aspettando quest'album. I Great Deceiver, nati da una costola dei compianti At The Gates, esordirono qualche anno fa con A Venom Well Designed, che impressionò non poco per freschezza, intensità e soluzioni mai banali. La vena melodica e dark si sente qui decisamente meno che in precedenza, in favore della pesantezza death, complice anche la produzione, meno scarna, che rende più compatti i suoni, che si fanno più feroci. A poco serve l'elettronica, che se prima disegnava cupe desolazioni ora tende più a sottolineare l'attitudine cruenta della band svedese. La cosa è chiara sin dall'opener today, con un riff che sembra rubato a “Roots”. Le oasi di melodia sono rare e brevi, peccato, perché a colpire nel precedente album era proprio il contrasto con le parti dure. Non a caso uno dei pezzi migliori è The Heel On The Throat of the Young. Per il resto i brani si sono fatti molto più canonici, perdendo in larga misura quel sapore agrodolce che li rendeva particolari e fuori dal comune. Anche in fase compositiva i nostri non sembrano particolarmente brillanti e non riescono ad essere sempre incisivi. Ciò non significa che questo sia un brutto album, soltanto che ci si poteva aspettare di più. Chitarre affilate macinano riff ed arpeggi che s'incastrano alla perfezione; meno clean vocal in favore del growl e di filtraggi vari, ed una batteria secca e precisa. Un po' stancante alla lunga, ma non male. Staremo a vedere, per ora un 7, perché nonostante tutto la classe non è acqua.
Alex Resca
Voto:
7
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