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I Grimfist si sono formati a fine 2001 e tra le loro fila oltre a Ole Walaunet (chitarra/basso) e Frediablo (voce) figura anche Horgh (ex-Immortal), da poco entrato anche negli Hypocrisy. Nonostante la presenza di Horgh, il genere suonato dai 3 Norvegesi non è puro black metal, anzi. Il sound è sempre a cavallo fra il death ed il black metal, ma non con un taglio minimale e grezzo, tutt'altro. La produzione, ad opera dello stakanovista Peter Tagtgren nei suoi famosissimi (ed abusatissimi) Abyss Studios, dona all'album una potenza mostruosa. Il songwriting è ottimo ed ispiratissimo: una caratteristica che distingue questa nuova band dalle altre è che la struttura delle canzoni deve moltissimo al metal degli anni '80, un po’ come se gli Overkill -piuttosto che i Cacophony- si mettessero a suonare death-black metal. La sezione ritmica svolge un lavoro ottimo e la prova sta nel fatto che tutte le canzoni coinvolgono a tal punto da lasciarsi andare al classico head-bangin. Impossibile riuscire a tenere i piedini fermi (provare per credere) durante "a world of wrath", dove sorprende un break con la voce pulita e melodica, stile vecchi Anthrax. Sembra davvero d'ascoltare una band degli anni '80 con la produzione boombastic dei nostri giorni. Chiara dunque l'influenza delle classiche band heavy e thrash, 2 su tutte: i già citati Overkill ed i Sodom. Questo può già definirsi uno dei più classici cds di metal: aggressivo, da head-bangin, che entra subito in testa e che è destinato a restarci, perchè si lascia ascoltare tranquillamente più volte di seguito, per merito della sua freschezza e varietà. C'è spazio per molti assoli, alternanza fra vari tipi di cantato, un drum-work mai troppo incentrato su tempi velocissimi o volto a creare un muro di suono, ma bensì volto a lasciarsi andare al classico 'scapocciamento' ('tu-tu-pa' docet). Una graditissima sorpresa, perché proprio questa varietà di suono dona alla una personalità ben delineata già al debut. Se non avessero suonato quest'ibrido, li avremmo confusi fra le miriadi di band che suonano brutal-death e black. Mi sento di fare un solo appunto a quest'ottimo cd: ormai sono davvero troppi i gruppi che registrano negli Abyss Studios e se questa da un lato è una garanzia di qualità e resa sonora impeccabile, dall'altro è innegabile una certa omologazione a livello di sound. Il suono delle chitarre è lo stesso che ho avuto modo di ascoltare in decine (o centinaia?) di cd's registrati da Peter. Comunque sono consigliatissimi.
Shub Niggurath
Voto:
7,5
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