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Pianeta Terra: anno 2001 nelle diciture cristiane… Davanti a qualsiasi radio si riesce a ricevere la sospensione temporale per attimi infiniti… Seduti al banco del bar si può anche battere il piedino mentre ci si tiene compagnia con un toast farcito e due birre… Dall’altra parte tutto questo è codificato, racchiuso in piccoli involucri di carta e mutato a dovere per ottenere una nuova forma modellabile a piacere. Un universo parallelo in cui “io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi..... navi da combattimento in fiamme a largo dei bastioni di Orione e ho visto i raggi B....balenare nel buio vicino alle porte di Tannois”. Un mondo sotterraneo, in cui strani esseri alieni alterano le scariche sonore tramutandole in frammenti ipnotici da rispedire al mittente. Il controllo delle menti!!! Come ne “La Cosa”: l’essere che entra in profondità pian piano e vive uccidendo il proprio corpo. Il nome del pianeta è “Guattari” ed i loro padroni sono un manipolo pericoloso di deviati mentali che risponde al nome di Halo: i manipolatori della musica…i creatori dell’ antisound. Tra le viscere della Terra, in luoghi irraggiungibili se non attraverso questo pericoloso viaggio nell’inconscio della psiche umana. Smontato il pesantissimo suono degli Swans, decodificati i primitivi My Dying Bride, violentati i Disembowelment per affidare successivamente tutto alle fottute mani dei maestri Godflesh. Chiudete gli occhi e premete, con coraggio, il tasto play. Poi nulla sarà più lo stesso… Un’esperienza unica tra il marcio più nauseante e ossessivo dell’universo. Rari ed inimitabili… Un viaggio doom/industrial/noise con richiami ambient che solo in un altro mondo può prendere vita. Un drumming posseduto, una voce che arriva dal fondo delle caverne, i Nine Inch Nails attaccati alla corrente elettrica che mixano il tutto. In fondo è solo rumore, ma vi ritroverete con le carni strappate e quell’instabile sensazioni che vi divorerà dentro per giorni interi. In un disco da assaporare con calma e in cui perdersi per l’infinità, donando noi stessi al pianeta “Guattari”, per divenire parte integrante di quello strano recipiente chiamato Halo… L’unica cosa che lega questo prodotto al genere umano è l’arte. Vi sembrerà strano, potrà apparire solo ed esclusivamente rumore senza senso, ma in realtà è un lungo e pericoloso travaglio artistico, più saporito di tante bottiglie di plastica bellissime nella confezione ma senza liquido all’interno. Se avete da parte due spiccioli per l’ennesima new sensation tutta spade e dragoni, beh, per una volta date retta ad un cretino e buttatevi a capofitto tra le spire di questo disco. Non ve ne pentirete… O forse si?
David Scalet
Voto:
Antisound. Vi basta?
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