HELMET

"Unsung: The Best Of Helmet 1991-1997"

(Interscope/Universal)

2004

1. Repetition
2. Fbla
3. Bad Mood
4. Sinatra
5. In the Meantime
6. Iron Head
7. Give It
8. Unsung
9. Better
10. Just Another Victim
11. Wilma's Rainbow
12. I Know
13. Milquetoast
14. Rollo
15. Overrated
16. Disagreeable
17. Pure
18. Renovation 2
19. Like I Care
20. Driving Nowhere
21. Exactly What You Wanted

Ricordo ancora con un po’ di nostalgia, il giorno in cui mi recai nel mio noleggio video e cd musicali di fiducia (all'epoca si poteva ancora noleggiare la musica assieme ai VHS...) per affittare "Betty", che avrei successivamente doppiato su cassetta: un disco che desideravo ascoltare con ansia, dopo le brillantissime premesse del precedente "Meantime", prestatomi da un amico. Il gruppo in questione erano gli Helmet, band newyorkese capitanata dal cantante/chitarrista Page Hamilton, fondata nel 1990, assieme a Peter Mengede (chitarra), Henry Bogdan (basso) e John Stanier (batteria), con all’attivo, al momento della mia scoperta, già un notevole disco d’esordio (“Strap it on”) e numerosi singoli e bootleg live. Fortunatamente riuscii a vedere gli Helmet anche dal vivo, a Milano, durante "Sonoria" del 1994, forse l’ultima data italiana, prima di quello che fu l’ultimo disco: “Aftertaste”, un po’ inferiore ai precedenti, ma sempre coinvolgente. Poi, l’oblio. Causa probabilmente anche i reiterati cambi di formazione, che a mio parere ne compromisero la continuità e il songwriting. Oggi, dopo otto anni di onoratissima carriera, e dopo un periodo di immotivato silenzio durato quasi altrettanto, esce questa raccolta, “Unsung – The best of Helmet 1991/97”. Inutile dire che tale raccolta mi sembra quantomeno dovuta, per un gruppo di tale spessore. La band infatti, nonostante la breve vita, miscelando sapientemente numerose correnti rock 80s/’90s, riuscì, insieme ai contemporanei Ministry, Quicksand e Melvins, a gettare i semi di quei generi che oggi definiamo alternative rock e nu-metal, segnando indelebilmente gruppi come At the drive in, Korn, Disturbed… Musicalmente parlando, gli Helmet, riuscirono a combinare sia le sonorità hardcore tipiche della grande mela, che le influenze noise e metal di Sonic Youth, Killing Joke, che addirittura il jazz. Il tutto era espresso tramite accordi ribassati, rumori e il procedere a scatti accompagnato da una batteria secca. La raccolta in questione ordina cronologicamente i brani, cosi si nota l’asprezza e la potenza delle prime produzioni (Repetition, Sinatra, FBLA, Bad moon, In the meantime e Unsung) e la svolta più melodica (ma non pop e commerciale) delle produzioni successive (Wilma’s raimbow, Milquetoast, Rollo, Pure, Renovation), il tutto intervallato da qualche singolo, come “Just Another Victim”, tratto dalla colonna sonora del film “Judgment Night”. Un “The Best Of” d’obbligo quindi per tutti coloro che non hanno ancora avuto modo, per distrazione od età, di conoscere una band che ha scritto una interessante pagina di storia della musica più heavy…un po’ superflua forse per chi già possiede tutti gli album da studio, ma che fa sicuramente piacere vedere nelle vetrine dei negozi, come il nome di Grace Kelly immortalato sulla “Walk of fame” a Hollywood.


Matthew Hopkins

Voto: 6,5

www.helmetband.com