HIDDEN HAND

"Mother Teacher Destroyer"

(Southern Lord)

2001

1. The Crossing
2. Half Mast
3. Desensitized
4. Draco Vibration
5. Black Ribbon
6. Magdalene
7. Currents
8. Travesty As Usual
9. Coffin Lily
10. Sons Of Kings
11. The Deprogramming Of Tom Delay

“Mamma, da grande voglio lavorare per la Southern Lord!”. Ecco cosa avrei detto a mia madre se avessi avuto qualche anno in meno, perché se pronunciassi queste parole ora, penso mi prenderebbe per matto e mi caccerebbe di casa. Però una cosa è sicura, alla Southern Lord lavora re Mida: tutto ciò che toccano loro si trasforma in oro! Ed ecco ad un anno di distanza da “Divine Propaganda” uno Scott “Wino” Weinrich come non si sentiva dai tempi dei Saint Vitus e degli Obsessed. Questa volta coadiuvato da soli due musicanti come Bruce Falkinburgh e Dave Hennessy, riesce a tirare fuori un album di 11 pezzi che sa di viaggio allucinato andato per il verso storto. Canzoni vibranti, romantiche, oscure, inquietanti al midollo, la migliore colonna sonora mai scritta per il primo libro della Commedia dantesca, quella dove ci si reca nelle profondità infernali, per intenderci. In “Mother, Teacher, Destroyer”, a parte il titolo del secolo, potrete trovare tutto ciò di cui avevate bisogno, ma che sfortunatamente non riuscivate più a trovare sugli scaffali delle discoteche da una decina d’anni a questa parte: ritmiche granitiche di chitarra alla Black Sabbath, Saint Vitus, Candlemass che si mescolano con la psichedelica dei primissimi Pink Floyd, King Crimson e Jehtro Tull, un basso paludoso degno della migliore tradizione sludge, una batteria aggraziate, l’attitudine giusta come pochi gruppi – quali i Cathedral ad esempio - hanno saputo trovare in anni posteriori a quelli d’oro del “doom”, ma soprattutto la voce storica di un grandissimo (paragonabile per me solo ad un Ozzy…). Canzoni come “Half Mast”, “Black Ribbon”, “Magdalene”, “Sons Of Kings” e la stessa opener “The Crossin” ti entrano dentro e non ti lasciano più, sono brani pronti per entrare nella storia. Una album superiore alla media, per un gruppo che non è più l’ennesima band-esperimento di un anziano come Wino, ma che si appresta ad entrare nella Hall Of Fame delle band doom-underground.


Matthew Hopkins

Voto: 7,5

www.southern.com/southern/band/HIDDE