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Il precedente "Razorblade Romance" tentava un ibrido suggestivo ed ammiccante: traslare la malinconica pesantezza dell'esordio "Greatest Lovesongs Vol.666" in pezzi dagli arrangiamenti squisitamente facili ed immediati. L'impresa riuscì in parte: pur offrendo picchi notevoli, globalmente mancava della longevità propria del debutto. "Deep Shadows & Brillant Highlights" completa oggi la virata, mostrandoci gli Him quali sofisticati interpreti di Pop-Rock dalle tinte gotiche. Il songwriting è rimasto fresco e diretto, le canzoni, seppur con le chitarre elettriche relegate ad un ruolo di secondo piano, non hanno perso la loro dolcezza e la loro malinconia, stavolta più enfatizzate che mai. Lo stile dei brani proposti in questo lavoro è in un certo modo diretto discendente di quella "The Heartless" che sul primo album faceva capolino. Siamo senz'altro al cospetto dell'album degli Him che può vantare la produzione migliore, curata anche dall'espertissimo Kevin Shirley (Aerosmith) tra gli altri. "Salt In Our Wounds" e "Please Don't Let It Go" si lasciano amare nella loro immensa semplicità fatta di ritornelli accattivanti ed un Valo sempre sugli scudi, mentre le tristi note di pianoforte di "Heartache Every Moment" ci introducono forse al momento maggiormente imparentato con il precedente lavoro. La malinconica "In Joy And Sorrow" ci regala in assoluto una delle migliori interpretazioni di Valo, alle prese sicuramente con quello che sicuramente diventerà uno dei pezzi fondamentali del repertorio della sua band. Come "Gone With The Sin" sul disco precedente, "Close To The Flame" e "Beautiful" rappresentano il lato più calmo e soffuso dei nostri, facendo da preludio all'altrettanto ruffiana "Don't Close Your Heart", molto anni '80 nel suo incedere. Da segnalare in chiusura l'organo spettrale di "Love You Like I Do", pezzo in cui la voce di Ville cerca di emulare il mito Jim Morrison. Possiamo parlare in un certo senso di "svolta adulta" per gli Him con questo disco, forse il loro lavoro tecnicamente e musicalmente più curato e maturo. Sicuramente più longevo di "Razorblade", a distanza di ripetuti ascolti è possibile carpirne particolari sempre nuovi, per la gioia di coloro che riusciranno ad apprezzarlo in barba a pregiudizi e congetture.
Tony Aramini
Voto:
8
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