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Che
poi alla fine questo è uno di quei dischi su cui ci sarebbe ben poco da
dire: “Dark Light” è il quinto album degli Him, e suona esattamente
come ci si aspetterebbe. Vedere i finlandesi puntare sul sicuro e produrre
dischi sempre più uguali a sé stessi tutto sommato non è però un
peccato capitale: un seguito consolidato ce l’hanno e provano ad
accontentarlo dandogli esattamente ciò che chiede, ed in un momento in
cui ormai tutti (anche chi non potrebbe permetterselo) provano a
perseguire l’evoluzione a tutti i costi forse è da apprezzare. Resta il
fatto che nei dieci pezzi di “Dark Light” le analogie con il
repertorio che va da “Razorblade Romance” in poi talvolta diventano
imbarazzanti, disco dopo disco certe soluzioni iniziano inevitabilmente a
stancare. Se la prima metà dell’album si mantiene più o meno a galla
grazie a qualche ritornello azzeccato che ci ritroviamo involontariamente
a canticchiare dopo pochi ascolti, la seconda inizia a mostrare
prevedibili segni di cedimento, con brani privi di mordente quali “The
Face Of God” e “Play Dead”, che sembrano messi lì con l’unico
scopo di gonfiare la durata ai fatidici quarantacinque minuti. Unico
episodio che esula leggermente dal contesto generale è la title-track,
che, senza andare troppo in là con la fantasia, finisce col sembrare
ricalcata sul “Laura Palmer’s Theme” di Angelo Badalamenti; e qui
diventa chiaro cosa intendesse Valo quando mesi fa dichiarava che questo
disco sarebbe stato influenzato dalle colonne sonore del grande
compositore italoamericano. A questo punto dovrei in teoria mettermi a
tacciare gli Him di lesa maestà (e chi mi conosce sa della mia
venerazione per Badalamenti), ma sarebbe ingiusto, dal momento che,
nonostante la “libera ispirazione”, il pezzo sembra funzionare. Tutto
si riduce comunque ad un discorso antico come il mondo: se già avete
apprezzato un disco dalla qualità non troppo costante come “Love
Metal” ci sono buone possibilità di non restare delusi neanche a questo
giro di giostra. Ovvio che se non avete mai particolarmente apprezzato gli
Him o ne preferivate il loro materiale più datato non sarà certo “Dark
Light” a mettere in discussione le vostre convinzioni.
Tony
Aramini
Voto:
6
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