HIM

"dark light"

(BMG)

2005

1. Vampire Heart

2. Wings Of A Butterfly

3. Under The Rose

4. Killing Loneliness

5. Dark Light

6. Behind The Crimson Door

7. The Face Of God

8. Drunk On Shadows

9. Play Dead

10. In The Nightside Of Eden

 

Che poi alla fine questo è uno di quei dischi su cui ci sarebbe ben poco da dire: “Dark Light” è il quinto album degli Him, e suona esattamente come ci si aspetterebbe. Vedere i finlandesi puntare sul sicuro e produrre dischi sempre più uguali a sé stessi tutto sommato non è però un peccato capitale: un seguito consolidato ce l’hanno e provano ad accontentarlo dandogli esattamente ciò che chiede, ed in un momento in cui ormai tutti (anche chi non potrebbe permetterselo) provano a perseguire l’evoluzione a tutti i costi forse è da apprezzare. Resta il fatto che nei dieci pezzi di “Dark Light” le analogie con il repertorio che va da “Razorblade Romance” in poi talvolta diventano imbarazzanti, disco dopo disco certe soluzioni iniziano inevitabilmente a stancare. Se la prima metà dell’album si mantiene più o meno a galla grazie a qualche ritornello azzeccato che ci ritroviamo involontariamente a canticchiare dopo pochi ascolti, la seconda inizia a mostrare prevedibili segni di cedimento, con brani privi di mordente quali “The Face Of God” e “Play Dead”, che sembrano messi lì con l’unico scopo di gonfiare la durata ai fatidici quarantacinque minuti. Unico episodio che esula leggermente dal contesto generale è la title-track, che, senza andare troppo in là con la fantasia, finisce col sembrare ricalcata sul “Laura Palmer’s Theme” di Angelo Badalamenti; e qui diventa chiaro cosa intendesse Valo quando mesi fa dichiarava che questo disco sarebbe stato influenzato dalle colonne sonore del grande compositore italoamericano. A questo punto dovrei in teoria mettermi a tacciare gli Him di lesa maestà (e chi mi conosce sa della mia venerazione per Badalamenti), ma sarebbe ingiusto, dal momento che, nonostante la “libera ispirazione”, il pezzo sembra funzionare. Tutto si riduce comunque ad un discorso antico come il mondo: se già avete apprezzato un disco dalla qualità non troppo costante come “Love Metal” ci sono buone possibilità di non restare delusi neanche a questo giro di giostra. Ovvio che se non avete mai particolarmente apprezzato gli Him o ne preferivate il loro materiale più datato non sarà certo “Dark Light” a mettere in discussione le vostre convinzioni.

Tony Aramini

Voto: 6

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