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L'
"orticaria" che nel 2002 esporta Veni Vidi Vicious in Europa e negli USA arriva dalla
Svezia, e ci porta una ventata di prepotente garage rock che, nel complesso, si rivelerà
essere stato un picco: accantonato lo sgangheratissimo punk degli esordi con
Barely Legal e incolume dalla piattezza\scontatezza di Tyrannosaurus Hives, le tre V rischiano di meritare il titolo
di disco tra i meglio riusciti dell'anno, dopo aver ampiamente superato i test di
longevità. I The Hives sono stati (molto spesso ingiustamente, insieme agli
Interpol) travolti e fatti prigionieri dallo schiaffo revival rock anni '70 che, come un
morbo cinematografico alla "Virus Letale", ha monopolizzato radio ed emittenti
musicali. E' tuttavia impietoso e piuttosto idiota ficcare un gruppo come gli Hives di
fianco ai Franz Ferdinand, i Bloc Party o i Kaiser Chiefs, non solo perchè
qualitativamente e stilisticamente si contano anni luce di distanza, ma anche
perchè cronologicamente avrebbero preceduto questo boom in ambito alternative rock e non. Paradossalmente
sono stati altrove esaltati a dismisura, non solo gettando così un'ombra di volgarità sui
dischi in sé, ma offuscandone anche il giusto valore. Quel che conta è che Veni Vidi Vicious a distanza di anni non ha
perso tempra nè energia, soprattutto grazie al fatto che per quanto sia schietto,
semplice e diretto, quel che fa da collante non prevede pretenziosità alcuna: grezzo,
stonato, vibrante (Howlin' Pelle è un nome che non nasconde quanto acidato paia il
cantante) ed oserei dire fantasticamente melodico. Il fatto che entrambe le metà del disco siano un tiro unico di pezzi di per sé
abbastanza riusciti nella loro struttura costante ed invariata di "acqua e sapone",
implica quasi per forza che man mano tenda a farsi forse un po' monotono, ripetitivo e non altrettanto all'altezza, ma
ciò non sminuisce fortunatamente il giudizio complessivo. Viene comodo infatti
tagliare in due parti il disco, grazie all'unico brano fuori dal coro che è
"Find Another Girl", una conturbante ed ebbra ballata hawaiiana che consente al
cantante di rassicurare il pubblico sul fatto che, volendo, sa anche canticchiare e non
sbraitare. Non senza una buona dose di autoironia, of course. Veni Vidi Vicious
non si configura certo tra i dischi del secolo, ma resistere alle esplosive
"Die, All Right!", "Hate To Say I Told You So", "Supply And
Demand" è davvero difficile. Consigliatissimo quando in casa viene a
mancare la dose giornaliera di caffeina.
Tiziana
Brombin
Voto:
7+
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