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Sunn O))). E’ questo il nome che le prime note della traccia di apertura di questo disco non possono fare a meno di evocare agli appassionati del
genere. Ma con il passare dei minuti e il susseguirsi dei brani appare chiaro che l’opera di esordio di questo trio statunitense è ben lontana dall’essere una riproposizione fine a
sé stessa della formula e delle sonorità della band di Greg Anderson e Stephen O’Malley.
Il disco, che si compone di sette brani, può essere idealmente diviso in due
parti. Le prime tre tracce, strettamente collegate tra loro al punto da confluire l’una nell’altra,
vanno a formare una struttura monolitica che, a partire da un muro del suono di drones vibranti a cui si sovrappongono effetti in loop e
campionamenti, rompe gradualmente la sua circolarità per evolvere in una forma più aperta e
dinamica. L’eco lontano di una voce cantilenante introduce l’incedere cadenzato della batteria e il magma sonoro indistinto delle chitarre distorte viene incanalato in una forma più compatta e melodica nella title-track:
non siamo qui molto lontani dalle atmosfere dell’omonimo esordio dei Jesu.
Si apre quindi la seconda parte del disco: questa, più variegata e
dinamica, spazia da sonorità che, se da un lato si rifanno a maestri del doom quali gli Sleep,
dall’altro si coniugano in maniera originale con spunti gothic e industrial che rimandano alle contaminazioni di Godflesh e Neurosis
e, perché no, anche ai Nine Inch Nails. Basso, chitarre e batteria si fondono in un crescendo
solenne, pulsante ed epico accompagnati dalle melodie ossessive dei synth,
che contribuiscono a rendere se possibile l’atmosfera ancora più funerea ed
estenuante, da viaggio senza ritorno.L’apice di questo climax viene raggiunto con il brano
conclusivo, dall’emblematico titolo “Collapse”: una lunga suite straniante e psichedelica che alterna momenti di quiete apparente ad esplosioni di violenza per terminare in una coda di effetti noise malati e inquietanti.
Un ottimo esordio,una nuova band davvero promettente capace di fondere in una formula personale ed efficace aspetti e sonorità differenti del meglio dell’odierno panorama
doom.
666ally
Voto:
7
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